Una vita che sembrava riscritta, da pagina di dolore a racconto di integrazione, si è interrotta troppo presto. Kostiantyn Dzhereleiko, ventenne arrivato in Italia nel 2022 per sfuggire alla guerra in Ucraina, è morto improvvisamente nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, lasciando un’intera comunità senza parole.
Arrivato nella città romagnola con sua madre quando ancora era minorenne, Kostiantyn aveva vissuto sulla propria pelle la violenza del conflitto, costretto a scappare dai costanti bombardamenti. Un viaggio già segnato dalla sorte: come riportato da Il Resto del Carlino, il pullman di profughi rimase coinvolto in un grave incidente sull’autostrada A14. Lui e sua madre ne uscirono miracolosamente vivi, come se fosse un primo, doloroso avvertimento di quanto fragile potesse essere l’esistenza.
A Montescudo, piccolo comune sulle colline riminesi, Kostiantyn aveva trovato qualcosa di raro: una comunità pronta ad accoglierlo. Qui, grazie al lavoro dell’associazione Noi del Campanone, aveva imparato velocemente l’italiano, si era messo a disposizione come volontario, partecipando alle iniziative della Pro Loco, dando una mano dove serviva, sempre con discrezione. Una volta raggiunta la maggiore età aveva iniziato a lavorare come operaio in una grande azienda di San Marino, Colombini, con la speranza di costruirsi un futuro semplice e onesto.
Il destino ha riservato un colpo beffardo: dopo una serata con amici per festeggiare il Capodanno in una casa affittata a Lido di Savio, un malore improvviso lo ha colpito. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Ravenna, nonostante l’intervento dei medici, Kostiantyn non ce l’ha fatta. Le prime indagini e l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria confermerebbero un arresto cardiaco per cause naturali.
Il dolore di tutta la comunità di Motescudo resta profondo. Il presidente della Pro Loco, Sergio Comanducci, ha ricordato il giovane come un ragazzo “buonissimo, sempre educato e rispettoso, che non si tirava mai indietro quando c’era da dare una mano”, diventato in poco tempo “uno di noi”. Ora il Comune piange la perdita e si mobilita per un ultimo gesto di solidarietà: è stata lanciata una raccolta fondi per poter rimpatriare la salma in Ucraina, un viaggio che la comunità vuole sostenere insieme alla famiglia e agli amici, per dare a Kostiantyn l’ultimo saluto che merita.