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Furlo, la Provincia boccia lo svuotamento dell’invaso: “incompatibile” con tutela del sito

Secondo l’ente l’intervento proposto sarebbe “incompatibile” con gli obiettivi di tutela ambientale del sito Natura 2000. Possibile una rimodulazione dei tempi delle operazioni.

14 mag 2026
Furlo, la Provincia boccia lo svuotamento dell’invaso: “incompatibile” con tutela del sito

La Provincia di Pesaro e Urbino giudica "incompatibile con gli obiettivi di tutela del sito e non realizzabile nelle condizioni rappresentate" l'intervento di svuotamento dell'invaso del Furlo così come prospettato da Enel Green Power, nell'ambito delle operazioni legate anche alle ricerche di Riccardo Branchini, il 19enne scomparso nell'ottobre 2024.

Questo quanto emerge da una comunicazione del servizio ambiente dell'ente, dopo la conferenza dei servizi istruttoria dell'8 maggio. Secondo la Provincia "sono venuti meno i presupposti tecnici e ambientali che avevano consentito il rilascio del precedente parere favorevole con prescrizioni". Nel documento si sottolinea che "le misure di mitigazione previste per la tutela della fauna ittica nei siti Natura 2000 non risultano pienamente rispettate dalle modalità proposte dal gestore".

"Enel Green Power ha segnalato la non applicabilità della gradualità di svuotamento e reinvaso pari a un metro al giorno sotto la quota di 172 metri sul livello del mare", richiamando la morfologia del bacino e le esigenze di gestione della risorsa idrica destinata anche all'uso potabile. Il gestore ha inoltre evidenziato l'impossibilità di procedere al recupero dell'ittiofauna a valle dello sbarramento per motivi di sicurezza e di accesso, oltre alla difficoltà di installare barriere fisiche, elettriche o acustiche efficaci durante le operazioni.

Per la Provincia, tuttavia, tali criticità non rendono equivalenti le misure alternative proposte, in particolare il ripopolamento ittico, definito una misura successiva e compensativa e non idonea a sostituire le prescrizioni preventive previste nell'ambito della Valutazione di incidenza e del nulla osta della Riserva. Resta però aperta la possibilità di una rimodulazione dei tempi dell'intervento".

La scadenza originaria di maggio "non viene considerata vincolante, purché l'eventuale nuova programmazione venga proposta dal gestore e autorizzata dalla direzione regionale competente, in coerenza con le esigenze di tutela ambientale e di salvaguardia della risorsa idrica".





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