Con soddisfazione il governo italiano comunica che la commissione europea ha dato l'ok al pagamento dell'ottava rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro. “Raggiunti tutti gli obiettivi previsti – riferisce Palazzo Chigi in una nota – risultato riconosciuto a livello europeo che dimostra la solidità del nostro impegno”. In totale sono 153 i miliardi trasferiti all'Italia. Il governo però, polemizza con l'Ateneo di Bologna. Nei giorni scorsi il ministro della Difesa Crosetto, aveva riportato che l'Università rifiutava di avviare un corso di laurea per alcuni ufficiali dell'Esercito italiano, temendo la “militarizzazione” dell'Università.
Entra a gamba tesa la presidente del Consiglio Meloni, che ha ricevuto a Palazzo Chigi il primo ministro della Bulgaria, diffondendo prima una nota nella quale scriveva, senza mezzi termini, che l'Ateneo di Bologna “lede i doveri costituzionali”, parlando di atto “incomprensibile e gravemente sbagliato”. Per Meloni l'Ateneo, “centro di pluralismo e confronto, ha il dovere di accogliere e valorizzare ogni percorso di elevazione culturale, restando totalmente estraneo a pregiudizi ideologici. Questo rifiuto – termina la presidente – implica una messa in discussione del ruolo stesso delle Forze Armate”. L'Ateneo risponde di non aver mai negato l'iscrizione a nessuno, e ricorda anzi che chiunque può iscriversi liberamente ai corsi, e che da anni collabora stabilmente con l'Accademia militare di Modena, ai cui allievi sono riservati posti presso il corso di laurea in Medicina Veterinaria.
La richiesta, spiega ancora, non è l'accesso ai corsi, ma l'attivazione di un percorso triennale di studi in Filosofia strutturato in via esclusiva per i soli allievi ufficiali, percorso da svolgersi interamente presso la sede dell'Accademia. “Meloni invece di alzare polveroni intimidatori contro l'Ateneo di Bologna – commenta Nicola Fratoianni, Alleanza Verdi-Sinistra – al semplice scopo di fare un po' di propaganda dozzinale pur di sviare l'attenzione dai problemi del Paese, sostenga piuttosto l'istruzione e la ricerca, trovando risorse per dare stabilità a 30mila precari”.