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Giornata Mondiale degli Oceani: solo l'1,27% del Mediterraneo è protetto

8 giu 2020
Mar Adriatico
Mar Adriatico

Lavorare insieme a un'economia blu per il Mediterraneo in grado di generare un valore di circa 400 milioni di euro l'anno, l'equivalente di oltre la metà del Fondo per la Ripresa proposto dall'Ue. Questo l'appello lanciato dal Wwf ai 22 Paesi e territori costieri in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani "per la ripresa del Mare Nostrum devastato dalla pandemia COVID-19 e che si avvia faticosamente ad una stagione turistica poco promettente". 

Appena l'1,27% del Mediterraneo è effettivamente protetto mentre i maggiori scienziati del mondo concordano sul fatto che almeno il 30% del mare dovrebbe essere tutelato. Le analisi economiche del Wwf 2020 mostrano che tutti i sette principali settori marittimi - dal trasporto marittimo all'acquacoltura, dalla nautica da diporto alla pesca ricreativa e su piccola scala - si basano o competono su aree marine chiave, lasciandole in uno stato di grave esaurimento. L'Italia è uno dei paesi più ricchi in Europa e nel Mediterraneo in termini di biodiversità anche marina che forniscono un capitale naturale elevatissimo: sequestro del carbonio fornito dai nostri mari vale tra i 9,7 e i 129 milioni di Euro l'anno, mentre la funzione protettiva delle praterie marine di posidonia contro l' erosione costiera ha un valore stimato circa 83 milioni di Euro l'anno.

Da qui l'iniziativa del Wwf 'A Blue Recovery plan' (Un piano per la ripresa blu) che mostra un peggioramento delle prospettive ecologiche ed economiche del Mediterraneo nel 2020 e indica una serie di priorità per ecosistemi sani e posti di lavoro entro il 2030. Si tratta di un progetto, sottolinea il Wwf "che può mettersi in moto solo se un'efficace protezione del mare e uno sviluppo economico sostenibile diventano la norma". "Il Mediterraneo è un concentrato di biodiversità che tutto il mondo ci invidia, con oltre 17.000 specie, paesaggi evocativi, ricco di cultura, tradizioni", sottolinea la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi. E aggiunge: "I paesi che condividono questa grande 'oasi marina' hanno quindi un'enorme responsabilità verso i propri cittadini e la nostra proposta punta ad un futuro sostenibile del mare, per il mondo che verrà".

"Nel Mediterraneo - sottolinea il Wwf - i servizi ecosistemici sono a forte rischio: il 33% degli habitat marini italiani di interesse comunitario, tra cui praterie di posidonia, foreste di macroalghe e coralligene, presentano uno stato di conservazione inadeguato". Questo, spiegano gli esperti dell'associazione ambientalista, "a causa delle elevate pressioni cui sono soggetti mari e coste italiani: nel 2015 l'Italia era al terzo posto in Europa per volume di traffico merci via mare e al primo per numero di passeggeri, la prima destinazione crocieristica d'Europa, con 700 porti, una flotta di pesca tra le più grandi in Europa e un settore di acquacoltura in fortissima espansione".