Alla Stampa Estera gli attivisti italiani del Global Movement to Gaza spiegano le prossime mosse: sono ore cruciali per la navigazione della Flotilla. Mentre il ministro degli Esteri Tajani si augura che prevalga il buonsenso da parte di tutti, ed ha chiesto al ministro israeliano degli Esteri di non usare violenza contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, anche se esclude che la Marina militare italiana possa accompagnare le navi oltre il blocco, gli attivisti stanno appunto arrivando a quello che Israele ha fissato come blocco navale nelle acque antistanti Gaza. Ne parlano in una conferenza organizzata alla Stampa Estera di Roma.
Quanto comunicato da Trump e da Netanyhau sullo “storico accordo di pace”, in realtà non li convince. Il movimento ha già messo a punto un piano: dal momento in cui le imbarcazioni dovessero essere bloccate, sequestrate, o attaccate, come già accaduto qualche notte fa, con droni, spray urticanti e bombe sonore, tutto annunciato con la diffusione a tutto volume di canzoni di Bob Marley e degli Abba, hanno raccontato, la mattina dopo sarà considerato “il giorno zero”.
Nel video l'intervista a Simona Moscarelli, Global Movement to Gaza Italia