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Governo: il giorno della verità. Calenda: “Governo con i 5S sarebbe morte del Pd”

Bonaccini: "Misurare se ci siano le condizioni per un governo 'politico'"

di Filippo Mariotti
20 ago 2019
Carlo Calenda
Carlo Calenda

Se sarà vera crisi lo si saprà nel primo pomeriggio. Alle 14:30 è in programma la conferenza dei capigruppo, poi alle 15 le comunicazioni di Conte al Senato. Dopo l'intervento del premier comincerà il dibattito e si potrebbe arrivare al voto sulle risoluzioni. Conte potrebbe però giocare d'anticipo e annunciare direttamente la sua intenzione di dimettersi. Intanto Di Maio si affida a Mattarella, affermando che Salvini ha "combinato un disastro" e che un governo con Renzi, Lotti e Boschi è solo una "bufala della Lega".

E il Pd? Renzi chiarisce: "Mi sembra saggio che nessuno di noi stia dentro il governo, io non ci sarò. Nessuno di noi chiede la benché minima poltrona". Ancora più risoluto l'ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda che, in un'intervista a Repubblica, riguardo ad un possibile governo con i Cinquestelle, afferma: "Continuo a pensare che rappresenterebbe la fine del Pd. Si possono fare governi con chi ha idee diverse, non con chi ha valori diversi". Per lui, andare a elezioni subito "è indispensabile".

Di altro avviso – ulteriore segnale di una dialettica quantomeno variegata all'interno del partito - Stefano Bonaccini, presidente Pd dell'Emilia-Romagna, che in un'intervista all'edizione bolognese di Repubblica sottolinea che l'importante è "mettere davanti i cittadini". "Concordo con Zingaretti che non serva ora un governo 'istituzionale' che duri pochi mesi e faccia una manovra finanziaria impopolare, togliendo le castagne dal fuoco a 5 Stelle e Lega - prosegue - Diverso invece è misurare se ci siano le condizioni per un governo 'politico' che affronti temi delicati come lavoro, investimenti e ambiente", scelta che invece "converrebbe al Paese".