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Guerrina Piscaglia, Padre Graziano dovrà risarcire la famiglia: 650mila euro per omicidio

Il tribunale civile di Arezzo ha stabilito un nuovo risarcimento ai parenti della vittima. Nessuna responsabilità per la Diocesi: a pagare sarà solo l’ex parroco, già condannato a 25 anni.

25 ott 2025
Guerrina Piscaglia. Foto: Chi l'ha visto?
Guerrina Piscaglia. Foto: Chi l'ha visto?

È stato quantificato in circa 650mila euro il risarcimento che padre Graziano, al secolo Gratien Alabi, dovrà versare alle sorelle e ai nipoti di Guerrina Piscaglia, la casalinga di Novafeltria scomparsa e uccisa nel maggio 2014 a Ca’ Raffaello, piccolo borgo nel comune di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo. La decisione arriva dal tribunale civile di Arezzo, che riconosce il diritto al risarcimento anche ai familiari più stretti della donna, dopo la precedente condanna al pagamento di una somma simile — circa 600mila euro in favore del marito, Mirco Alessandrini.

La giustizia civile ha tuttavia escluso qualsiasi coinvolgimento della Diocesi locale, ritenendo che il delitto non sia stato in alcun modo favorito dal ruolo sacerdotale di Alabi. Il tribunale ha stabilito che il religioso, oggi detenuto nel carcere romano di Rebibbia, non abbia agito sfruttando la sua posizione né ottenuto alcun vantaggio dalle funzioni pastorali.

Condannato in via definitiva nel 2019 a 25 anni di reclusione per omicidio e soppressione di cadavere, padre Graziano non ha mai confessato. Il corpo di Guerrina non è stato ritrovato, ma le prove raccolte — dai tabulati telefonici agli sms inviati dal cellulare della donna per depistare gli investigatori — hanno delineato un quadro chiaro per gli inquirenti.





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