CORONAVIRUS

I dati in Italia. Brusaferro: "Non ci si può rilassare". Locatelli: "I numeri non sono compatibili con l'apertura degli impianti sciistici"

I dati in Italia. Brusaferro: "Non ci si può rilassare". Locatelli: "I numeri non sono compatibili con l'apertura degli impianti sciistici".

Conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. “La curva è in decrescita anche se la situazione in Italia è un po' a metà” - esordisce il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. L'età mediana dei casi di Covid in Italia si è alzata intorno a 48 anni. Questo indica che sono sempre più anziani a contrarre l'infezione – specifica Brusaferro. Da qui l'importanza di proteggere queste categorie. Per i deceduti l'età media supera gli 80 anni. La curva relativa all'occupazione dei posti letto e di terapie intensive va verso l'appiattimento. Mentre il segnale dei decessi è ancora molto elevato. "Non ci si può rilassare. Un Rt ancora poco sopra a 1 porta ad un aumento di casi". "Il Natale avrà una sua unicità ma questo è il tempo di abbassare la curva. Con questi numeri è molto difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa, aggregazione e raduno in particolare di persone che provengono da quadri epidemiologici diversi" – ha puntualizzato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.
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"Per la prima volta registriamo un andamento decrescente dei casi e questo conferma l'importanza delle misure. Deve servire solo come incentivo e motivazione per andare avanti in questa direzione. Ora è fra 11 e 12% la percentuali dei positivi sui tamponi ma servono ancora larghi margini di miglioramento. I decessi saranno gli ultimi a ridursi e intanto serve evitare un messaggio di allentamento dell'attenzione, in particolare per le regioni che passano a colori meno marcati, resti comportamento responsabile" - conferma il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. 

Locatelli entra anche nel merito della polemica relativa alle vacanze sulla neve. Gli attuali numeri "non sono compatibili con l'apertura degli impianti sciistici. Sono sicuro che lo daranno anche i Paesi Ue". "Sarà un Natale diverso - conferma anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità -  il primo e auspicabilmente l'ultimo grazie ai vaccini. Tutto quello che eravamo abituati a vedere a Capodanno non potrà avere corso, è inimmaginabile e incompatibile.

Va detto con assoluta chiarezza come la celebrazione religiosa dovrà essere compatibile con le misure concordate già con la CEI per quello che riguarda la fede cattolica per evitare focolai e trasmissioni".
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