Forti tensioni tra maggioranza e opposizione nel giorno dell'informativa in Parlamento sulla vicenda “Almasri”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha attaccato una parte della magistratura, accusandola di superficialità e ha definito “sciatti” gli errori nel mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale. Nordio ha sottolineato che il suo ruolo non è quello di un "passacarte" e che il ministero ha agito in base alle proprie competenze.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito che l’espulsione di Almasri è stata una misura di sicurezza, negando qualsiasi pressione o ricatto sul governo. Ha inoltre chiarito che il generale libico non è mai stato un interlocutore dell’esecutivo in materia di immigrazione.
Dura la replica delle opposizioni. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha definito la giornata “triste per la democrazia”, criticando l’assenza della premier Giorgia Meloni, accusata di mancare di rispetto al Parlamento. Anche Giuseppe Conte, per i Cinquestelle, ha attaccato Meloni, parlando di “viltà istituzionale” e accusandola di scappare dal confronto parlamentare.
Dal centrodestra, la Lega ha accusato l’opposizione di ignoranza giuridica e pregiudizi ideologici. Fratelli d'Italia ha difeso il governo, elogiando la trasparenza dei ministri e denunciando un’interferenza della magistratura nel dibattito politico. Il caso Almasri continua dunque a dividere profondamente la politica italiana con l'opposizione compatta che chiede alla premier Meloni di metterci la faccia, con un suo riferimento in aula.