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Il M5S presenta una legge sul cosiddetto “revenge porn”, diffusione di foto e video a contenuti sessuali all'insaputa della vittima.

29 mar 2019
SRV_DL_REVENGE_PORN
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Tre articoli per un disegno di legge con uno scopo preciso: punire la violenza sul web. Come accaduto a Tiziana Cantone, morta nel 2016 dopo che i suoi video divennero di pubblico dominio. Si ipotizza il suicidio, ma la madre, Maria Teresa Giglio, non ne è neanche così convinta. Una ragazza morta di vergogna, sentimento instillato da una cultura retrograda, aggiunge poi. Nel tritacarne può finire chiunque decida di fidarsi, ha detto Selvaggia Lucarelli, citando casi a lei noti, anche quello riguardante proprio una deputata del M5S. M5S ora comunque in prima fila per prevenire un fenomeno in costante crescita. Secondo una ricerca dell'Osservatorio nazionale adolescenza e Skuola.net, 6.500 giovani tra i 13 e i 18 anni, hanno raccontato che 1 su 4 almeno una volta si è lasciato andare ad effusioni virtuali a base di foto e filmati sexy, lasciando campo aperto ai ricattatori del web. Il 12% è stato poi minacciato di veder pubblicate le immagini. Quasi la metà degli intervistati giustifica però l'atto, parlando di scherzo.