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In Emilia-Romagna aumentano i reati ambientali

Lo rende noto il rapporto Ecomafia 2025 realizzato da Legambiente

10 lug 2025

Nel 2024 in Emilia-Romagna si sono registrati 1.648 reati ambientali, oltre 200 in più rispetto ai 1.422 del 2023, in rapporto percentuale in aumento del +15,9%.  Lo rende noto il rapporto Ecomafia 2025 realizzato da Legambiente e presentato oggi a Roma, in cui la regione si posiziona a metà della classifica nazionale per illeciti. Gli oltre 84mila controlli effettuati dalle forze dell'ordine mostrano un boom di reati commessi nel ciclo dei rifiuti, passato da 305 a 435. Crescono in doppia cifra anche gli illeciti penali nel ciclo del cemento - da 580 a 656 -, e quelli contro la fauna, passati da 378 a 424.  Sul fronte provinciale, Ferrara guida la classifica dei reati nel ciclo del cemento, Forlì-Cesena quella di illeciti sui rifiuti e Ravenna è in testa per i reati contro la fauna.

"Da diversi anni l'Emilia-Romagna si colloca più o meno a metà della classifica nazionale dei reati ambientali - commenta Legambiente Emilia-Romagna - questo indica la necessità di agire in modo diverso per il contrasto a questi fenomeni. Certo le attività di controllo e repressione sono fondamentali, ma riteniamo necessario lavorare molto di più sulla prevenzione, rafforzando il tessuto sociale e imprenditoriale della nostra regione e lavorando con maggiore determinazione e capillarità nell'educazione alla legalità nelle scuole". 

Dato nazionale lievemente più basso: in Italia, infatti, i reati contro l'ambiente sono cresciuti del 14,4%, aumentati anche il fatturato illegale di oltre 9 miliardi di euro e i clan coinvolti che sono 11 in più rispetto al 2023. Un terzo di tutti i reati ambientali si concentra nella filiera del cemento ma la crescita più significativa di quasi il 20%, è nel ciclo illegale dei rifiuti. "In Italia continua l assalto delle ecomafie ma nel frattempo è diventata sempre più efficace l'azione di contrasto di magistratura e forze dell'ordine grazie alla nuova legge sugli ecoreati", ha detto Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente. "Questa riforma di civiltà approvata 10 anni fa deve essere completata inserendo bel codice penale i delitti delle agromafie in agricoltura, i delitti contro fauna e specie protette e mettendo in campo un piano straordinario di abbattimento contro gli ecomostri per fermare l'abusivismo edilizio nel Belpaese".

Durante la presentazione del report è stato discusso anche un pacchetto di 12 proposte per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli come recepire la direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente; inserire nel Codice penale i delitti contro la fauna e le specie protette; approvare il disegno di legge che introduce nel Codice penale i delitti contro il patrimonio agroalimentare, inserendo un reato specifico per chi produce, commercia e utilizza pesticidi illegali.

Nel servizio intervista a Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente)






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