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La Sea Watch entra nel porto di Lampedusa, arrestata la comandante Carola Rackete

di Filippo Mariotti
29 giu 2019
Foto: La Stampa
Foto: La Stampa

Dopo due settimane e mezzo trascorse in mare, la Sea Watch è entrata nel porto di Lampedusa. La decisione di non attendere più viene presa dopo l'una di notte. L'ennesimo alt – ripetuto tre volte - della Guardia di Finanza non ha sortito effetto. Con la nave già ormeggiata in banchina, i finanzieri sono saliti a bordo ed arrestato la comandante Carola Rackete per violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione, che sanziona con la pena massima di 10 anni chi fa violenza o resistenza a una nave da guerra, e il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, e sanzionato con la pena massima di 12 anni. Rackete è stata prelevata e fatta salire su un'auto. L'arresto è stato formalizzato poco dopo nella caserma della Guardia di Finanza.

La comandante ha poi indicato un'abitazione a Lampedusa come domicilio in cui scontare gli arresti. Entro 48 ore la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, dovrà chiedere al gip la convalida dell'arresto. Il giudice delle indagini preliminari ha altre 48 ore per fissare l'udienza, che si terrà ad Agrigento, in cui si dovrà decidere se convalidare o meno il provvedimento. Secondo quanto si apprende, Carola Rackete non verrà processata per direttissima, ma il caso seguirà le vie ordinarie. Nessuna responsabilità è invece configurabile per i parlamentari che sono a bordo della Sea Watch.

Prima di attraccare, una motovedetta della Guardia di Finanza ha tentato infatti più volte di impedire l'ormeggio fino a quando si è dovuta sfilare per non rimanere incastrata fra la Sea Watch 3 e la banchina. Il mezzo dovrà essere portato quasi sicuramente in cantiere per essere riparato. L'unità della Gdf stava ormeggiando quando è stata speronata dalla nave dell'Ong tedesca. 

L'ingresso della nave è accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall'ex vicesindaco dell'isola Angela Maraventano, che urlano vergogna. "Non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo. Fate scendere i profughi e poi arrestateli tutti", ha gridato Maraventano più volte rivolgendosi alle forze dell'ordine. All'esponente leghista ha risposto l'ex sindaco Giusi Nicolini, anche lei sul molo: "Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no.

"Non avevamo scelta - dice la portavoce della Ong Giorgia Linardi -. Alla comandante non è stata data nessuna soluzione nonostante avesse dichiarato da 36 ore lo stato di necessità. Era dunque sua responsabilità portare queste persone in salvo”. I militari e gli uomini della Polizia sono poi saliti a bordo per notificare il provvedimento di sequestro della nave. E a bordo sono saliti anche i medici e i volontari dell'Unhcr e dell'Oim, per un primo screening sanitario e per fornire ai 40 migranti le prime informazioni.

Prima di sbarcare dalla nave e mettere piede a terra, i migranti hanno salutato e abbracciato i volontari della Ong che in queste due settimane li hanno assistiti.

E arrivano i primi commenti dal mondo della politica. Il ministro dell'Interno Salvini definisce "criminale" il comportamento della comandante della Sea Watch "che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza. Ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l'ex ministro dei trasporti: incredibile". "Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali. Non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi". Ma "le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia", ha invece dichiarato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al G20 di Osaka.