Terminate le celebrazioni per il 2 giugno torna l'attività parlamentare, con la maggioranza che si dice pronta a rimettere mano al Bignami due, come è stata battezzata la nuova legge elettorale, prendendo il nome del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Giovedì il testo, già in commissione Affari Costituzionali, potrebbe essere adottato come testo base. Nello specifico una modifica dovrebbe garantire il collegamento tra i voti espressi in Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta con quello nazionale, attualmente esclusi dal computo delle cifre elettorali a livello globale. Secondo alcuni costituzionalisti, garantirebbe il principio del voto eguale. Nei giorni scorsi ha osservato Stefano Ceccanti come “la differenza di voti del Trentino potrebbe in astratto in vari caso ribaltare il vincitore”. Novità ci sarebbero anche sul fronte del voto all'estero, mentre c'è chi, come Futuro Nazionale di Vannacci, vorrebbe presentare emendamenti in commissione per introdurre il voto di preferenza. Altro disegno di legge il cui debutto è atteso da due anni, ma destinato pare ad un nuovo stop, è quello sul fine vita, che dovrebbe approdare domani in Aula, un testo del Partito Democratico condiviso da tutte le opposizioni, ma la maggioranza punta a rimandarlo indietro. È un ddl “fuori dai profili indicati dalla Consulta”, ritiene il presidente della commissione Affari Sociali, Zaffini, di Fratelli d'Italia. Il centrodestra chiederà così di discutere ancora del proprio testo, tornando in commissione per aspettare gli ulteriori emendamenti già in cantiere, attesi il 9 giugno. Il centrosinistra, com'è facile immaginare, punterà i piedi, convinto che la retromarcia sia l'ennesimo rinvio per affossare la legge al limite della legislatura.