Logo San Marino RTV

Legge elettorale, parte la maratona

La maggioranza di governo vuole arrivare in Aula il 26 giugno: già cassati d'ufficio 250 emendamenti

di Francesca Biliotti
16 giu 2026

Inizia nel pomeriggio alla commissione Affari Costituzionali della Camera, l'avvio delle votazioni sugli emendamenti alla legge elettorale, sulla quale si è abbattuta la scure degli uffici della Camera, che ne ha già cassati 250: se ne voteranno 479 e a maggioranza intende fare muro per portare il testo in Aula il prossimo 26 giugno. I lavori, pertanto, potrebbero protrarsi anche nel fine settimana.

Prevede il ritorno al proporzionale puro, con le liste bloccate, e il premio di governabilità se una coalizione o lista raggiunge o supera il 40% dei voti; ballottaggio se nessun schieramento supera il 40%, purché abbia raggiunto almeno il 35%. E mentre si moltiplicano i rumors sulla possibilità di voto anticipato nella primavera 2027, un sondaggio SWG certifica che Futuro Nazionale di Roberto Vannacci avrebbe già il 5,3% delle preferenze, con la Lega, ex partito del generale, che perderebbe lo 0,3%.

Per ora la maggioranza resta guardinga, anche se i malumori salgono perché i vannacciani potrebbero rivelarsi determinanti per la loro vittoria, o sconfitta, in caso di mancato apparentamento, e si concentra sulla legge elettorale, presentando solo 4 emendamenti. Il nodo delle preferenze, che a parole tutti vorrebbero reintegrare, il governo preferirebbe affrontarlo direttamente nell'emiciclo di Montecitorio.

“È incredibile – commenta Elly Schlein, segretaria Partito Democratico – che la priorità di questo governo sia quella di cambiare la legge elettorale per preservare il proprio potere”. Secondo Giorgio Mulè, Forza Italia, vice presidente della Camera, “è una legge che va bene, perché evita che domani mattina Vannacci si allei con Cinque Stelle e Avs”, ironizza, aggiungendo che il tema delle preferenze è ormai superato.

Non la pensa così Alessandro Onorato, attuale assessore ai Grandi Eventi del Comune di Roma, che ha appena fondato Progetto Civico Italia, e che ha superato le 10mila firme per chiedere l'introduzione delle preferenze, e si dice pronto anche ad andare a protestare davanti al Parlamento quando la discussione sulla legge entrerà nel vivo.





Riproduzione riservata ©