Una vetrina che quest’anno, a Fiera Milano Rho, arriva in una fase ancora complessa per il comparto, tra rallentamento della domanda, nodo costi e incertezza sui mercati internazionali. Ma la filiera italiana si presenta a 'Lineapelle' con una parola d’ordine: ripartire, puntando sulla qualità e su un Made in Italy che continua ad avere un forte riconoscimento internazionale. "Intorno a 'Lineapelle' - fa sapere Fulvia Bacchi, CEO di 'Lineapelle' - ruota un universo di oltre 50 mila aziende, 2 milioni di addetti e un fatturato che sfiora i 150 miliardi di euro. È una fiera importante, imperdibile, proprio perché in questa fiera si concentrano tutte quelle innovazioni e anche quelle soluzioni sostenibili che hanno fatto delle nostre aziende le più importanti al mondo".
La sfida dunque passa anche dall’innovazione: nuovi materiali, processi produttivi più efficienti, ricerca e tecnologie si affiancano alla tradizione manifatturiera. Non soltanto recuperare i volumi perduti dunque, ma misurare il polso di questa trasformazione. C’è poi il tema della sostenibilità, che per la pelle significa sempre più tracciabilità, riduzione dell’impatto ambientale e trasparenza lungo tutta la filiera. Elementi che non rappresentano più soltanto una scelta etica, ma un vero fattore di competitività. Le prospettive restano dunque prudenti, ma proprio dagli incontri di questi giorni potrebbero arrivare indicazioni importanti su ordini, investimenti e fiducia delle imprese. "Da qui vogliamo sperare - conclude Bacchi - che riparta il settore, che in questo momento sta vivendo sicuramente una situazione congiunturale molto complessa".
Nel video l'intervista a Fulvia Bacchi, CEO di 'Lineapelle'.