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Locatelli (Cts): "Il 25-40% dei contagi tornati dai viaggi, 3-5% dai migranti"

17 ago 2020
Nella foto a destra Franco Locatelli
Nella foto a destra Franco Locatelli

In un'intervista al Corriere della Sera il presidente del Consiglio Superiore di sanità e membro del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli torna sulla scelta recente di chiudere le discoteche e sullo stato del contagio in Italia.

Locatelli ricorda che si è passati dai 200-300 casi al giorno agli oltre 600 di ferragosto. Reputa la riduzione dell'età media dei contagiati dovuta al fatto "che abbiamo imparato a proteggere gli anziani", ma invita a non abbassare la guardia. "I giovani - ricorda possono infettarsi e non sono al riparo da manifestazioni gravi come dimostra la storia della bambina di 5 anni ricoverata a Padova con sindrome uremico emolitica in possibile relazione al Sars-CoV-2".

Parlando di numeri specifica che, a seconda delle Regioni, "il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia", mentre "il contributo dei migranti, intesi come disperati che fuggono, è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate".

Un commento anche al calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. "Non pensiamo si possa riprodurre un’emergenza paragonabile a quella della fase uno anche perché i contagiati vengono diagnosticati precocemente per cui si prevengono le forme gravi". Se però il numero dei contagiati continuasse a salire in modo importante "ci sarebbe per forza un carico maggiore per le strutture sanitarie". "Essere messi meglio di Francia e Spagna - specifica - non esclude il timore di una crescita esponenziale della curva nelle prossime due settimane. Ma non siamo alla seconda ondata".

Garantisce che le scuole verranno riaperte "a tutti i costi", perseguendo l'obiettivo di arrivare al 14 settembre con il numero di casi più bassi possibili. "Il Cts - chiarisce - ritiene prioritario poter garantire il distanziamento all’interno degli istituti impiegando le mascherine solo se necessario, in situazioni eccezionali e per brevi periodi".

Parlando di possibili nuove restrizioni, dopo la chiusura dei locali infine commenta: "il rischio non va escluso. Oggi chiudono le discoteche, domani chissà. Dipende da noi cittadini. Non continuiamo così. Abbiamo ancora dei vantaggi, sfruttiamoli".