Dopo l'assoluzione dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, per Louis Dassilva si apre ora un nuovo fronte, quello dell'eventuale risarcimento per l'ingiusta detenzione. Un tema che i suoi difensori, nell'immediato, preferiscono accantonare, ma che inevitabilmente torna al centro del dibattito dopo quasi due anni trascorsi in carcere da imputato per uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni.
Dassilva ha passato 694 giorni dietro le sbarre, dal luglio 2024 fino alla notte del verdetto pronunciato dalla Corte d'Assise di Rimini, che lo ha assolto dall'accusa di omicidio. Un processo lungo e complesso, culminato con una sentenza che ha escluso la responsabilità dell'uomo per il delitto della 78enne uccisa nell'ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino.
Secondo quanto previsto dalla normativa italiana, chi viene sottoposto a custodia cautelare e successivamente riconosciuto estraneo ai fatti può chiedere un indennizzo per ingiusta detenzione. Nel caso di Dassilva, applicando i parametri generalmente utilizzati dalla giurisprudenza, la cifra potrebbe superare i 163mila euro, corrispondenti a circa 235 euro per ciascuno dei 694 giorni trascorsi in carcere. Tuttavia il percorso non è immediato. Per poter avanzare formalmente la richiesta sarà necessario attendere che la sentenza diventi definitiva.
La Procura ha infatti annunciato l'intenzione di impugnare il verdetto e il caso è destinato a proseguire nei successivi gradi di giudizio.