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Manuela Bianchi dimessa dall'ospedale Infermi: "Gogna mediatica mi ha distrutta, continuerò lotta per la verità"

La 53enne era stata ricoverata sabato dopo un abuso di psicofarmaci. I legali depositano querele contro l'odio social

di Pierluigi Mandoi
22 giu 2026
Manuela Bianchi dimessa dall'ospedale Infermi: "Gogna mediatica mi ha distrutta, continuerò lotta per la verità"

È fuori pericolo di vita ed è stata dimessa in questi minuti dall'ospedale Infermi di Rimini Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a ottobre 2023 nel suo garage di via del Ciclamino. La 53enne era stata ricoverata sabato notte in codice rosso dopo aver abusato di psicofarmaci. Un gesto che i legali della donna, rappresentata dallo studio Barzan, hanno ricondotto alla "gogna mediatica" subìta nel corso del processo per il delitto, che ha visto imputato e assolto in primo grado Louis Dassilva, ex amante di Bianchi. 

"Sono quasi tre anni che vivo un dolore che sembra non avere fine. Dopo la morte di mia suocera Piera, oltre alle indagini e a tutto ciò che ne è seguito, ciò che mi ha distrutta davvero è stata la gogna mediatica. Hanno distrutto la mia dignità di donna. Mi hanno umiliata, giudicata, insultata e colpita senza conoscere davvero chi sono. Ho perso il lavoro, perché nessuno vuole essere associato a un nome continuamente esposto e giudicato. Ho perso amicizie, serenità e quella normalità che per molti è scontata. Ogni giorno ho dovuto convivere con accuse, menzogne, cattiverie e parole che, ripetute all’infinito, finiscono per scavare dentro una persona fino a farla crollare. Da tempo sono seguita da medici e specialisti che mi aiutano ad affrontare tutto questo. Questa volta, però, il peso è diventato troppo grande e ho abusato delle medicine che mi erano state prescritte", ha scritto Bianchi in una nota dopo aver lasciato l'ospedale ripercorrendo il suo ricovero. Bianchi ha poi precisato: "Ho già letto ricostruzioni e titoli che non raccontano la realtà dei fatti. Io non ho tentato di togliermi la vita. Certo, in alcuni momenti ho ceduto alla disperazione e a pensieri molto bui, ma ieri volevo soltanto spegnere per qualche ora quel dolore incessante, addormentarmi e non pensare. È stato un errore, perché nessun problema si risolve fuggendo da esso. Oggi sono tornata dall’ospedale con una consapevolezza in più: non voglio arrendermi. Continuerò a lottare per mia figlia, per la mia famiglia, per la verità, per la memoria di mia suocera Piera e per me stessa. Le medicine da oggi serviranno soltanto a curarmi, non a farmi del male. Troverò la forza nelle persone che amo e nella mia fede, che non mi ha mai abbandonata. A tutti coloro che mi sono stati vicini, anche solo con una parola gentile, va il mio grazie più sincero. Non mollo. Continuerò a lottare". Secondo quanto si apprende, si starebbe valutando il ricovero della 53enne in una struttura specializzata

Il team legale della donna ha inoltre comunicato di aver depositato le prime querele e denunce nei confronti degli autori di quelli che l'avvocata Nunzia Barzan e il criminologo Davide Barzan definiscono "gravissimi attacchi, insulti, minacce e campagne di gogna mediatica" ai danni di Bianchi che "continuano incessantemente a proliferare sui social network e sulle piattaforme web". Lo studio legale fa sapere che "tutti i responsabili saranno individuati e perseguiti nelle sedi competenti" e che "le condotte poste in essere, per modalità, reiterazione e intensità, sembrano ormai travalicare il mero ambito della diffamazione aggravata, assumendo profili riconducibili a fenomeni di cyberbullismo, persecuzione digitale e altre fattispecie penalmente rilevanti". La nota conclude: "Nessuna violazione della dignità personale della Sig.ra Manuela Bianchi resterà priva di adeguata tutela giudiziaria". 





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