Una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha colpito duramente nei giorni scorsi diversi gruppi criminali legati alla comunità cinese in Italia. L’azione, definita “ad alto impatto”, ha visto coinvolte le Squadre Mobili di 27 città (Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cosenza, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Latina, Mantova, Milano, Padova, Parma, Perugia, Pistoia, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siena, Treviso, Udine, Verona e Vicenza) e si è conclusa con un bilancio significativo: 13 arresti, 31 persone denunciate, quasi 2.000 soggetti identificati, oltre 300 attività commerciali controllate, due delle quali sottoposte a sequestro.
L’obiettivo del blitz era colpire i reati più gravi legati alla criminalità cinese, come l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, la contraffazione, il traffico di stupefacenti, la detenzione abusiva di armi e l’utilizzo del sistema hawala – un meccanismo di trasferimento di denaro clandestino e non tracciabile, usato per riciclaggio e traffici illeciti internazionali.
Secondo le indagini, operate su tutto il territorio nazionale, agiscono in Italia gruppi criminali composti da soggetti provenienti dalle stesse zone della Cina, spesso legati da vincoli familiari, con una struttura interna coesa, una rigida regola dell’omertà e il ricorso sistematico alla violenza e intimidazione per imporre il proprio controllo sul territorio. In alcune aree, in particolare della Toscana, questi gruppi si sono dotati anche di vere e proprie “ali armate” per intimidazioni e regolamenti di conti.
Tra gli arrestati figurano soggetti ricercati per rapina, furto e spaccio. Le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 550 grammi di shaboo (circa 5.500 dosi di metamfetamina), 22.825 euro in contanti e hanno elevato 29 sanzioni amministrative per un totale di oltre 73mila euro.