RIMINI

Nemmeno il “lockdown” blocca i trasgressori del semaforo, 900 in due mesi

Nemmeno il “lockdown” blocca i trasgressori del semaforo, 900 in due mesi.

Oltre novecento sono state le infrazioni registrate tra marzo e aprile dai tredici impianti di rilevamento posizionati su sette incroci semaforici del territorio comunale. Un numero considerevole, per l'amministrazione,  se si considera la ridotta circolazione di mezzi causa Coronavirus, soprattutto nel riminese.  Solo nel mese di marzo sono state 300 le infrazioni: un numero certamente inferiore alla media mensile pre-emergenza, ma che conferma un fenomeno preoccupante. E con l’allentamento delle misure sono tornate a salire: ben 617 quelle registrate dalle apparecchiature ad aprile. Da solo, l'impianto posizionato all’incrocio di Via Regina Margherita/Via Catania, uno degli ultimi in ordine di tempo, ha fatto registrare da gennaio mille infrazioni. Tra gli incroci, uno dei più gettonati, (vedi foto) quello della Statale 72 la superstrada verso San Marino, con Via Gazzella.

“Paradossalmente, commettere un’infrazione così grave in un periodo di minori spostamenti, può essere ancora più rischioso – avverte l’assessore Jamil Sadegholvaad – Sapere che circolano meno mezzi può spingere a tenere comportamenti più disinvolti, dimenticando che le strade, seppur meno trafficate, non sono prive di insidie.

Per tutti gli 'amanti del rosso' multa di 167 euro e decurtazione di 6 punti sulla patente. Con aumento del 30% se la violazione è commessa di notte. 

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