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Omicidio Olga Matei: Castaldo trasferito nella sezione protetta del carcere di Ferrara

4 mar 2019
Michele Castaldo. Foto ansaOmicidio Olga Matei: Castaldo trasferito nella sezione protetta del carcere di Ferrara
Omicidio Olga Matei: Castaldo trasferito nella sezione protetta del carcere di Ferrara - Dopo le polemiche sulla sentenza d'appello, la Procura Generale di Bologna annuncia ricorso in Cassa...
“Estrapolare due parole da una sentenza e fare sì che diventino la motivazione è eccessivo; sconvolge l'opinione pubblica”. È amareggiata Monica Castiglionilegale di Michele Castaldo – per la bufera seguita alla sentenza d'appello, che aveva quasi dimezzato la condanna. L'avvocato sottolinea come non sia stata tanto la “tempesta emotiva”, più volte evocata dalla stampa, a determinare lo “sconto di pena”, bensì l'incensuratezza, la confessione e i tentativi di risarcire la parte civile. A confortare questa versione, oggi, lo stesso Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Bologna, che ha precisato come la gelosia non sia “stata considerata motivo di attenuazione del trattamento”. Il clamore mediatico ha inoltre prodotto un altro effetto: fino a sabato – fa sapere la Difesa - “Castaldo lavorava nel carcere di Ferrara, dove è detenuto; ma poi si è reso necessario il trasferimento in una sezione protetta”; la sua incolumità dietro le sbarre sarebbe insomma a rischio. La Procura Generale di Bologna – in ogni caso - farà ricorso in Cassazione, “per valutare la correttezza dei principi espressi”. Di “soverchiante tempesta emotiva e passionale” si era già parlato nel corso del procedimento di primo grado in una perizia psichiatrica; richiesta, spiega l'avvocato Castiglioni, in ragione del fatto che Castaldo “fosse seguito da un centro di igiene mentale di Gambettola; per due volte, inoltre, tentò il suicidio”. L'operaio siciliano – stabilì comunque il consulente d'ufficio - era capace di intendere e di volere, quando strangolò Olga Matei. Secondo i giudici d'appello, tuttavia, la misura della responsabilità penale, fu condizionata dalle “infelici esperienze di vita” – e dal conseguente amplificarsi del “timore di abbandono” - dell'imputato, che in passato aveva perso il figlio per leucemia, e sarebbe stato tradito dall'ex moglie e dalla ex fidanzata. Quanto alla riduzione della condanna a 16 anni – spiega la Castiglioni – “è questione di matematica”, viste le “attenuanti in equivalenza con le aggravanti”, e la riduzione di pena per il rito abbreviato. Ad essere esageratamente severa, semmai, secondo l'avvocato, fu la sentenza di primo grado. Il giudice che la emise fu lo stesso magistrato – ricorda – che decise il divieto di avvicinamento per Edson Tavares nei confronti di Gessica Notaro, prima dell'aggressione con l'acido; e non mancò chi ritenne troppo blanda quella misura. Il rischio, insomma – ad avviso della legale – è che le continue notizie di aggressioni e femminicidi possano avere avuto un peso nel caso specifico. Ma chi giudica – afferma - “deve essere sereno ed applicare la legge, senza temere le reazioni dell'opinione pubblica”.