È ripreso questa mattina davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Rimini il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023. Unico imputato è il vicino di casa, Louis Dassilva, 35 anni. L’udienza è ripartita dall’analisi dei filmati della cosiddetta “cam3”, la telecamera della farmacia San Martino che alle 22.17 immortalò una persona attraversare via del Ciclamino.
In aula è stato risentito il consulente dell’accusa Franco Molteni, esperto di analisi del movimento, che ha ribadito come il soggetto ripreso presenti un’andatura anomala, con spalla e gomito in una posizione non compatibile con una camminata normale. Secondo il perito, tali caratteristiche non sarebbero attribuibili né a Dassilva né a Emanuele Neri, indicato in passato come possibile alternativa investigativa.
Spazio poi alla testimonianza di Anastasia De Caprio, amica e confidente di Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante dell’imputato. La testimone ha ricostruito l’evoluzione del rapporto tra Bianchi e Dassilva, parlando di un iniziale disagio per attenzioni non richieste, poi trasformato in un legame sentimentale. Ha riferito anche di un clima familiare teso e dei dubbi di Manuela sull’incidente del marito, ritenuto non casuale. “Non mi ha mai detto espressamente che credeva nel collegamento tra la sua relazione extraconiugale e l’incidente - ha detto -, ma per ipotesi, parlando tra noi, questa cosa era venuta fuori”.
Non ci sarà Valeria Bartolucci, moglie del 35enne senegalese, che verrà ascoltata il 2 febbraio. La donna raffigura un persona chiave nell'indagine perché – secondo la difesa - alibi del marito nell'orario in cui la Paganelli veniva assassinata, ma ora indagata per false dichiarazioni e favoreggiamento. In aula c'è invece Dassilva, come sempre, seduto accanto a suoi legali. Data importante per lui il 30 gennaio, quando verrà stabilito se rimarrà in cella – dove si trova dal luglio 2024 - o meno: è la seconda volta che la Cassazione annulla con rinvio la decisione del Tribunale della Libertà di Bologna, alla quale chiede di motivare con più precisione l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.