A quasi mille giorni dall’omicidio di Pierina Paganelli, oggi è il giorno della verità: colpevole o innocente Louis Dassilva, unico imputato per il delitto avvenuto il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino a Rimini. C’è grande attesa per la sentenza di primo grado: per il 35enne senegalese la Procura ha chiesto l’ergastolo, contestando tutte e quattro le aggravanti: premeditazione, crudeltà, minorata difesa della vittima e motivi abbietti.
Secondo il pubblico ministero Daniele Paci, Dassilva avrebbe ucciso la 78enne perché temeva che potesse scoprire e rivelare la relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, nuora della vittima. Un movente che, per l’accusa, sarebbe legato alla volontà di proteggere il matrimonio con Valeria Bartolucci e la sua seconda famiglia in Senegal. In oltre due anni di indagini e nove mesi di dibattimento sono stati ascoltati circa cento testimoni. La Procura ha costruito il proprio impianto accusatorio su otto elementi indiziari ritenuti convergenti, chiedendo la massima pena.
Di tutt’altro avviso la difesa, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che ha chiesto l’assoluzione sostenendo l’assenza di prove dirette: nessuna arma del delitto ritrovata, nessuna traccia che collochi Dassilva sulla scena del crimine e nessun elemento certo che lo collochi fuori casa al momento dell’omicidio. I legali hanno inoltre puntato l’attenzione su possibili piste alternative, dalla traccia genetica del cosiddetto “maschio 3” al percorso di fuga dell’assassino, contestando l’attendibilità di alcuni elementi investigativi e della testimonianza di Manuela Bianchi - ora principale accusatrice di Dassilva - ritenuta poco credibile per i suoi cambi di versione.
L’udienza è cominciata alle 9 di stamane, 9 giugno, con le repliche dell’accusa e le controrepliche della difesa. Poi la Corte d’Assise si ritirerà in camera di consiglio. In serata è atteso il verdetto che chiuderà il primo capitolo giudiziario di uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi anni: logica vuole che, comunque vada, sia destinato a proseguire nei successivi gradi di giudizio.
Dalla nostra inviata Maria Letizia Camparsi