“L'Unione Europea non conta nulla”, con queste parole il premier ungherese Viktor Orbán si è presentato a Roma, prima per incontrare Papa Leone in Vaticano, poi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma davanti a Palazzo Chigi si è ritrovato un drappello guidato dal segretario di Più Europa Riccardo Magi, cartelli alla mano non certo di benvenuto, che ha definito “traditore dell'Europa” il presidente. Nel corso del colloquio con Giorgia Meloni, riporta invece Palazzo Chigi, sono state messe a fuoco le “prospettive delle relazioni bilaterali”, oltre a “uno scambio di vedute sui principali temi dell'attualità internazionale”. Ucraina, Medio Oriente, l'agenda europea e iniziative per una gestione efficace dei flussi migratori al centro dei colloqui, oltre alle possibili sinergie tra i due Paesi a sostegno delle rispettive capacità industriali e tecnologiche. Domani dovrebbe invece essere il giorno cruciale per la manovra, con l'ennesimo, ma forse ultimo vertice di maggioranza. Il ministro dell'Economia Giorgetti ha voluto puntualizzare che la misura sugli affitti brevi “non è entrata per distrazione, io non mi sono mai distratto”, aggiungendo anche che il Parlamento può migliorare la manovra. Dall'opposizione, non c'è grande fiducia sul fatto che il governo chiederà soldi alle banche.
Nel video le interviste a Riccardo Magi, segretario Più Europa, e a Giuseppe Conte, presidente Movimento 5 Stelle