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Parco eolico 'Rimini': chiesto l'esame d'impatto ambientale. Investimento da un miliardo

Il parco eolico nel nord del mar Adriatico sarebbe un inedito in Italia, dove l'unico altro progetto esistente riguarda un piccolo impianto a Taranto, e produrrebbe 330 megawatt di energia

di Filippo Mariotti
26 giu 2020
Parco eolico 'Rimini': chiesto l'esame d'impatto ambientale. Investimento da un miliardo

La Regione Emilia-Romagna, con l'assessore al Turismo Andrea Corsini, ha sollevato il tema dell'impatto ambientale degli aerogeneratori in mare. Sulla stessa linea Andrea Gnassi. Il sindaco di Rimini, prima di prendere una posizione, ha chiesto una relazione approfondita sull'impatto visivo sul progetto di parco eolico. Secondo il progetto, sarà formato da 59 torri, installate tra Bellaria e Cattolica, e due piattaforme marine. Due condotte elettriche sottomarine si uniranno per raggiungere la terraferma, a Bellariva.

Un progetto senz'altro imponente, con un investimento stimato di un miliardo di euro, un indotto di 10mila lavoratori e la creazione di 150 posti di lavoro permanenti. La società Energia Wind 2000, la società di scopo promotrice del progetto, dichiara che per attenuarne la visibilità installerà le turbine più vicine a circa 10-12 chilometri dalla costa, su fondali di 12 metri, mentre le più lontane saranno posizionate 22,2 chilometri su profondità di 32 metri. Gli aerogeneratori non saranno raggruppati ma formeranno tre archi, con una distanza tra una turbina e l’altra di 680 metri, così da non ostacolare la pesca e la navigazione.

Il 'no' più deciso arriva da Riccione, preoccupata particolarmente per le possibili ripercussioni turistiche: “Come si può affermare che saranno visibili solo in lontananza?” chiede il consigliere comunale Paolo Tonti (della lista del sindaco Renata Tosi) sulla propria pagina Facebook. E porta alcuni metri di paragone: “La prima pala è a 8,6 chilometri. A seguire le altre – scrive -. I tre archi di pale sono con posizionamento sfalsato, quindi si vedono dalla prima all'ultima. L'altezza di ogni struttura è complessivamente di 206 metri. Più due piattaforme di 45 metri”. “Per rendere l'idea – prosegue Tonti – dal centro di Riccione volgendo lo sguardo a sud si nota Gabicce Monte che è a più di 10 chilometri a una altezza di 135 metri. Guardando a nord si nota chiaramente la ruota panoramica (a Rimini) a circa 10 chilometri ed è alta solo 55”. Non è invece di questo avviso la lista d'opposizione 'Riccione civica', secondo cui il 'no a prescindere' è “solo per strumentali fini propagandistici” perché “nel consiglio comunale non si dice” un sì o no alle pale eoliche, ma è possibile “presentare osservazioni alla domanda di concessione” - rileva. Allora “risulta assolutamente necessario disporre delle informazioni tecniche”.

Fra queste posizioni antitetiche c'è quella del presidente della Provincia Riziero Santi che, sentito dal Corriere Romagna, sottolinea di non sposare alcun progetto, “ma dobbiamo pensare alle energie alternative”. “Non possiamo andare avanti con una provincia così energivora, che consuma 900mila tonnellate di petrolio all'anno. Ne va dell'ambiente, del turismo e della salute”. Per Santi, come rileva il progetto, da riva non si dovrebbe vedere una fila di pale: “Dalla costa si vede il primo palo che poi copre gli altri e così via”. Se invece così non fosse, “non la vorrei neppure io”. Una posizione dunque che si allinea a quella dell'assessore regionale Corsini e del sindaco Gnassi: “La valutazione d'impatto ambientale c'è – prosegue -, la concessione demaniale è in corso, sì o no lo dirà il ministero”. Ma come territorio, aggiunge, non ci conviene starne fuori. Un dibattito che ci accompagnerà dunque ancora a lungo.