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Parco eolico Rimini, la risposta dell'amministrazione provinciale a "Basta plastica in mare"

2 lug 2020
Parco eolico Rimini, la risposta dell'amministrazione provinciale a "Basta plastica in mare"

Il progetto dell’impianto eolico off shore in mare torna a far discutere. Stavolta a intervenire sulla questione, attraverso una nota, è l’amministrazione provinciale, in risposta al comunicato diramato ieri, mercoledì 1 luglio, dal comitato Basta plastica in mare. “È già un grande risultato che si torni animatamente a discutere di fonti rinnovabili” si legge nella nota diramata dall’amministrazione provinciale. “Ciò che non ci piace sono gli attacchi strumentali e faziosi – continua la nota -. Nel comunicato di Basta plastica in mare si dice che si è lavorato ‘nelle stanze chiuse del potere’. Strano: la Provincia tra il 2011 e il 2012 ha approvato il Piano delle azioni per l’energia sostenibile (PAES), redatto in collaborazione con Arpae Emilia-Romagna, e il Piano Clima 2007/2020, con l’assistenza tecnica di Ambiente Italia”. L’amministrazione provinciale, inoltre, sottolinea che, in poco meno di due anni, sono stati svolti “almeno 16 incontri pubblici, con le associazioni di categoria, con i portatori di interessi, con i Comuni, con gli ordini professionali e così via. Tutto documentato e riportato nel testo delle delibere approvate, che magari bisognerebbe fare la fatica di leggere”. “Fin dai primi studi, addirittura del 2006, ci sono sempre stati incontri, convegni, pubblicazioni”.

Il comitato Basta plastica in mare aveva espresso profonda opposizione nei confronti del progetto. “La denominazione ‘parco’ – si legge nella loro nota - non è altro che un facile espediente di cosmesi pseudo-ambientalista per confondere l’opinione pubblica, distratta, frettolosa, inesperta, sulla in-sostenibilità di questo megaprogetto”.

Il progetto del parco eolico – proposto dalla società Energia Wind 2020 - prevede 59 aerogeneratori che partono a circa 10 chilometri dalla costa e arrivano fino a 22 chilometri. La capacità complessiva sarà di 330 MVA (mega voltampere ora), installati su monopiloni cilindrici di 4,8 metri di diametro, infissi per 35 metri al di sotto del fondale. Un forte impatto, sia economico che ambientale,

 Le posizioni sul parco sono discordanti: l'assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, Andrea Corsini, aveva sollevato il tema dell'impatto ambientale degli aerogeneratori in mare. Sulla stessa linea il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che aveva chiesto una relazione approfondita sull'impatto visivo sul progetto di parco eolico.

Il 'no' più deciso era arrivato da Riccione, preoccupata per le possibili ripercussioni turistiche: “Come si può affermare che saranno visibili solo in lontananza?” aveva scritto il consigliere comunale Paolo Tonti (della lista del sindaco Renata Tosi) sulla propria pagina Facebook. La colazione di maggioranza del consiglio comunale di Riccione aveva proposto un referendum, affinché fossero i cittadini a decidere.

Diversa la posizione di Legambiente, che vedeva nel parco eolico "un'opportunità" per lavoro e transizione energetica. Secondo Legambiente, infatti, non servono veti a proprio ma piuttosto "progetti ben fatti", nella speranza di avere "più parchi eolici 'fatti bene' nei nostri mari e meno piattaforme estrattive". "Se non si interviene con urgenza sul clima - sottolinea Legambiente - anche le spiagge dell'Emilia-Romagna rischiano di scomparire, e con esse anche l'economia turistica.