Dopo anni di annunci, rinvii e polemiche, il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina ha ricevuto l’atteso via libera dal Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. L'approvazione, avvenuta il 6 agosto, rappresenta un passaggio fondamentale per l’avvio degli espropri e l’apertura dei cantieri. Il governo ha destinato alla realizzazione del ponte e delle opere connesse 13,5 miliardi di euro.
Il progetto prevede la costruzione del ponte a campata unica più lungo del mondo: 3.660 metri complessivi, con una campata sospesa di 3.300 metri e torri alte 399 metri. Secondo i progettisti, la struttura sarà in grado di resistere a venti fino a 300 km/h, ben oltre il massimo registrato nella zona (128 km/h nel 1991), e a eventi sismici.
“Sarà un acceleratore di sviluppo – ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini –. Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, dopo due anni e mezzo di lavoro e centinaia di riunioni. Se si parte come si sta partendo, l’obiettivo è l’attraversamento tra il 2032 e il 2033”.
Il ponte promette di rivoluzionare i collegamenti tra Calabria e Sicilia: per i treni, il tempo di percorrenza da Villa San Giovanni a Messina scenderà da 120–180 minuti a circa 15; per le auto, da oltre un’ora a 10 minuti. “Un risparmio di oltre due ore e mezza”, ha sottolineato Salvini in conferenza stampa. L’opera, ha aggiunto, garantirà “un incremento del PIL di 23 miliardi e più di 100mila posti di lavoro”.
Tra le priorità dichiarate c'è la sicurezza e il contrasto alle infiltrazioni mafiose. “Con il Ministero dell’Interno stiamo adottando protocolli già sperimentati per Expo e Olimpiadi. Tutta la filiera sarà monitorata: non possiamo rinunciare alle opere per paura della criminalità”, ha detto Salvini. Inoltre, è previsto un coinvolgimento di aziende da tutta Italia, con priorità alla manodopera proveniente da Sicilia e Calabria, regioni a più alto tasso di disoccupazione giovanile.
Non mancano però le critiche. Il progetto è stato a lungo contestato da comitati civici e ambientalisti, che hanno presentato reclami all’UE per l’impatto ambientale. Dure anche le opposizioni politiche. Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti, parla di “colossale spreco di risorse pubbliche” e “monumento all’inutilità e alla propaganda”. Il PD accusa il governo di distogliere risorse da priorità reali come trasporti locali, sanità e scuole.
Replica dura della Lega, che in una nota afferma: “Oggi si conferma la determinazione di Salvini per far ripartire l’Italia. Il Pd è triste per i successi del Paese?”.
La delibera del Cipess dovrà ora passare il vaglio della Ragioneria dello Stato e della Corte dei Conti per ottenere la cosiddetta “bollinatura”, prevista entro circa due mesi. Dopodiché sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, rendendo esecutiva l’apertura dei cantieri. I lavori, assicura Salvini, inizieranno “tra settembre e ottobre”.