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Prezzi gonfiati durante l'emergenza Covid. Camici, mascherine e visiere pagati tra il 300% e l'800% in più

Un'indagine dell'anticorruzione rivela un aumento ingiustificato dei prezzi

24 ago 2020
Prezzi gonfiati durante l'emergenza Covid. Camici, mascherine e visiere pagati tra il 300% e l'800% in più

Un aumento dei prezzi ingiustificato, con un guadagno fino al 4250% in più rispetto ai prezzi normali. È quello che emerge da un’indagine dell’Autorità Anticorruzione riguardante il periodo del lockdown. Camici, mascherine, visiere e guanti i prodotti che più hanno visto lievitare i prezzi. Non solo: sono state riscontrate differenze di prezzi anche per forniture a ospedali a pochi chilometri di distanza tra loro.

Francesco Merloni, presidente dell’Autorità Anticorruzione (Anac), ha spiegato al quotidiano La Stampa che gran parte degli affidamenti è avvenuta senza gara. "Nella prima fase - afferma Merloni - le amministrazioni si sono trovate nelle mani dei fornitori, che hanno spuntato anche prezzi fuori mercato. Poi c’è stato un allineamento".

Ad avere la peggio i guanti, con aumenti fino a 4250%. Guanti diventati obbligatori, ad esempio sui mezzi pubblici ed erano introvabili. Se a Reggio Calabria una visiera si comprava con 1,40 euro, il prezzo per lo stesso articolo saliva a 12,25 a Trapani. Oppure una tuta, a Modena costava 6,60 mentre a Bolzano 27,90.

L'Anac ha riscontrato che anche sui ventilatori polmonari, macchinario fondamentale per le terapie intensive che per settimane era esaurito in tutto il mondo, ci sono state forze discrepanze di prezzo: a Ferrara, per esempio, è stato pagato mila euro, quasi 40mila a Bologna. 

Non sono mancati, inoltre, ritardi da parte dei fornitori, ma anche truffe e operazioni di sciacallaggio