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Qualità della vita 2025, Milano ancora prima. Emilia-Romagna protagonista: tre province nella Top 10

Bologna sul podio, Parma e Reggio Emilia tra le migliori dieci. Rimini vola con +21 posizioni. Italia meno polarizzata: il Sud rallenta la discesa, ma i divari restano.

16 nov 2025
Qualità della vita 2025, Milano ancora prima. Emilia-Romagna protagonista: tre province nella Top 10

La nuova edizione della Qualità della vita di ItaliaOggiItal Communications, realizzata con l’Università La Sapienza, conferma un’Italia meno polarizzata ma complessivamente in lieve peggioramento. Milano mantiene il primo posto, seguita da Bolzano e da una Bologna che sale sul podio grazie alla forza dei servizi, della salute e dell’istruzione. Il quadro generale mostra un arretramento medio di 30 punti rispetto al 2024, con il Nord e il Centro ancora ai vertici e un Mezzogiorno che frena le cadute più profonde senza però colmare davvero il divario.

Al centro dell’edizione 2025 ci sono i nove ambiti analizzati — dalla sanità alla sicurezza, dal lavoro alla ricchezza — per un totale di 92 indicatori che restituiscono un Paese più uniforme, con molte province concentrate nelle fasce intermedie della classifica. A incidere positivamente è soprattutto la sanità: quasi tutte le province migliorano, con un incremento medio oltre i 150 punti, grazie a reti più capillari e tempi d’attesa leggermente ridotti.

Il rapporto dedica un capitolo rilevante all’Emilia-Romagna, tra le regioni più solide del Paese. Tre province entrano nella Top Ten: Bologna 3ª, con prestazioni eccellenti in ambiente, istruzione e sistema sanitario; Parma 9ª, in crescita; e Reggio Emilia 10ª, che compie un balzo di nove posizioni. Subito fuori dalle prime dieci si collocano Modena (11ª) e una Rimini sorprendente, 12ª, forte di un +21 rispetto al 2024. Bene anche Forlì-Cesena (13ª) e Ravenna (14ª), mentre Piacenza (32ª) recupera terreno e Ferrara (36ª) segna un lieve arretramento.

La tenuta complessiva dell’Emilia-Romagna contrasta con un Sud ancora fragile: Cagliari e Lecce continuano a migliorare, ma province come Caltanissetta, Crotone e Reggio Calabria restano in coda. Il divario non sparisce, si trasforma: più che Nord contro Sud, emergono differenze interne, tra città dinamiche e territori bloccati. L’Italia, conclude il report, entra in una fase di lento consolidamento dopo anni di shock economici e sociali.





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