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Rapina con le maschere di Einstein a Pesaro, condannati i due autori: cinque anni di carcere

Colpo ad una sala slot: fucile a canne mozze finto, fuga rocambolesca e bottino da oltre 37mila euro. I due imputati hanno ammesso gli addebiti.

14 gen 2026
Rapina con le maschere di Einstein a Pesaro, condannati i due autori: cinque anni di carcere

Si è chiusa con una doppia condanna a cinque anni di reclusione la vicenda della rapina messa a segno alla sala slot Sisal Wincity di via Ponchielli, a Pesaro, diventata nota per i dettagli quasi grotteschi: maschere di Albert Einstein e un fucile a canne mozze poi rivelatosi finto. Davanti al Gup del tribunale pesarese, i due imputati – italiani di 28 e 30 anni – hanno scelto il rito abbreviato, ammettendo le proprie responsabilità e dichiarando di meritare la condanna.

La rapina risale alla notte tra il 25 e il 26 febbraio. I due fecero irruzione nella sala scommesse armati e con il volto coperto, riuscendo a fuggire con un bottino di oltre 37mila euro. La fuga, però, come racconta il Corriere Pesaro, durò poco. Intercettati dai carabinieri, rimasero bloccati in via Mazza, complice un cantiere nei pressi della biblioteca Oliveriana. Abbandonata l’auto, tentarono la fuga a piedi, perdendo nella concitazione parte del denaro e lasciando in macchina cellulare, giubbotto e documenti. Da lì le indagini portarono rapidamente a un residence della zona mare, dove furono arrestati. Circa 25mila euro furono recuperati subito, altri nei mesi successivi: all’appello mancano ancora circa 7 mila euro.

Il 30enne, di origine napoletana, era già noto alle forze dell’ordine: si trovava in affidamento in prova per una condanna definitiva a dieci anni per precedenti rapine, comprese due ai danni della stessa sala slot nel 2017. Ha raccontato di aver acquistato online nei giorni precedenti alla rapina sia il fucile finto sia le maschere, pianificando il colpo e coinvolgendo il complice solo la sera stessa, anche a causa dell’alcol. Il 28enne, già condannato in passato a quattro anni per rapina, ha sostenuto di aver accettato la proposta all’ultimo momento.

Durante le perquisizioni sono stati trovati anche una pistola finta e alcune parrucche. Il giudice ha inflitto a entrambi cinque anni di carcere, 800 euro di multa, 7mila euro di risarcimento e 3mila euro per le spese processuali. Non è stato riconosciuto il danno d’immagine alla sala scommesse. 





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