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Regionali: dopo l'Umbria grande attenzione alla sfida in Emilia-Romagna. Di Maio: “nessuno mi chiederà di allearci con il Pd”

29 ott 2019
Luigi Di Maio, Giorgia Meloni e Stefano Bonaccini
Luigi Di Maio, Giorgia Meloni e Stefano Bonaccini

In Emilia-Romagna, come in Calabria, si voterà per le regionali il 26 gennaio 2020 e, dopo la sconfitta in Umbria, già si ragiona su strategie e alleanze, a partire dalla possibile riproposizione dell'alleanza fra PD e M5S.

Intervistato dal Corriere Luigi Di Maio fa il punto. “L'esperimento con il PD – dichiara - non ha funzionato” e si sofferma sulla sua perplessità nella scelta che portò al Conte bis. Il leader M5S rivendica però risultati come il taglio dei parlamentari o il decreto clima, che lo convincono che “se si fanno le cose per gli italiani, è giusto andare avanti”. “Nel governo, aggiunge, c'è consapevolezza che serve una spinta maggiore”. Sulle prossime regionali chiarisce: "Nelle prossime ore ho incontri con gli eletti di Calabria ed Emilia-Romagna per iniziare un percorso. Saranno i territori a decidere, ma sono pronto a scommettere che nessuno mi chiederà di allearci con il Pd dopo il dato umbro".

Sull'esito del voto interviene, ancora sul Corriere, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. "La verità è che sull'Umbria hanno messo un voto di fiducia con la foto di gruppo di Narni, e l'hanno perso clamorosamente". E, aggiunge, "se nella regione rossa per eccellenza", l'Emilia-Romagna, "dove nemmeno possono invocare gli alibi della caduta della giunta come in Umbria, dovessero perdere, beh il dato sarebbe insormontabile per tutti".

"La sfida in Emilia-Romagna era e resta apertissima. La vittoria della destra in Umbria è netta, ma quella era un'altra partita e io resto fiducioso" scrive invece su facebook Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna ricandidato nel PD. "Sono convinto che si possa vincere, perché qui partiamo da una condizione molto diversa, sia per le cose fatte, ma soprattutto perché noi abbiamo un progetto per il futuro dell'Emilia-Romagna".

Intanto, sempre in Emilia-Romagna, i 5 stelle affrontano una nuova scissione. Manuela Sangiorgi, esponente dei pentastellati ha annunciato che oggi, in consiglio comunale, rassegnerà le sue dimissioni da prima cittadina. Davanti agli imolesi, a quanto si è appreso, Sangiorgi ha detto di non sentirsi più parte del Movimento 5 Stelle - con cui aveva vinto le elezioni nel giugno del 2018 al ballottaggio strappando il 55,4% dei voti - e che non ci sarebbero più le condizioni politiche per andare avanti.