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Riconoscimento facciale, il governo assicura: "Nulla di automatico affidato all'intelligenza artificiale"

Nel vertice pre Consiglio dei ministri decisa la proroga del taglio di 17 centesimi sul gasolio fino al 25 agosto

di Francesca Biliotti
5 ago 2026

Ieri sera il Consiglio dei ministri, prima vertice a tre dei leader di maggioranza, nel corso del quale è stata decisa la proroga di 17 centesimi al litro delle imposte sul gasolio. Un vertice pre Consiglio dei ministri, tra la presidente del Consiglio, i suoi vice e il ministro dell'Economia, per prorogare fino al 25 agosto il taglio di 17 centesimi sul gasolio.

Il governo da marzo ha già speso oltre 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi dei carburanti, rastrellando soldi ovunque, anche dai ministeri, come confermato dai ministri, per il vice Guardasigilli Sisto “si è raschiato il barile”, ed anche la ministra dell'Università Bernini sottolinea che “il portafoglio è stato aperto”. Sempre lo stesso Sisto ha spiegato il provvedimento sul riconoscimento facciale: scongiurata la possibilità di alimentare banche dati biometriche con lo scraping indiscriminato di immagini raccolte sul web.

Il ministro Zangrillo conferma l'assunzione straordinaria di 500 agenti e assistenti di polizia di Stato da dicembre del 2026, anche per potenziare il controllo delle frontiere e dei flussi migratori. Stanziati 100 milioni per le prime emergenze post sismiche nei Campi Flegrei e a Pozzuoli, ha annunciato il ministro Musumeci. Ok anche alla riorganizzazione della Corte dei Conti, nonostante i magistrati ritengono mini la loro autonomia e siano entrati in agitazione, minacciando scioperi in autunno.

“Sentiremo i magistrati”, promette il governo. Dalla presidente Meloni, che ieri ha incontrato i carabinieri feriti negli scontri No Tav, un messaggio alle imprese, “manteniamo un impegno – è la premessa – con un provvedimento a costo zero che taglia gli oneri amministrativi a carico delle aziende, soprattutto le più piccole, con un messaggio chiaro: la responsabilità d'impresa non può trasformarsi automaticamente in criminalizzazione d'impresa”.

Nel video l'intervento di Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia





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