Il caro-vita non rallenta e torna a colpire con forza le famiglie riminesi. A maggio l’inflazione a Rimini raggiunge +3,6%, l'1,04% in più sul dato nazionale, trainata soprattutto dall’aumento dei prezzi energetici (+5,1%), ma con rincari significativi anche nei trasporti (+4,9%), nei servizi di ristorazione e alloggio (+5,5%), nei servizi finanziari e assicurativi (+4,5%) e nell’assistenza alla persona (+4,1%). Resta stabile al +2,5% il costo del carrello della spesa alimentare.
Secondo l’Osservatorio Federconsumatori, questi aumenti comportano per le famiglie riminesi un aggravio medio annuo di oltre 1.300 euro. "All'orizzonte - rileva Graziano Urbinati, Presidente Federconsumatori Rimini - non si vede una soluzione a questa crescita che è partita in maniera molto forte con la crisi del Golfo. Non so se la soluzione di quella crisi, qualora avvenga, raffredderà questa situazione o invece la stabilizzerà al rialzo. Le famiglie stanno pagando un prezzo molto alto perché i redditi in realtà sono fermi, mentre i prezzi continuano a correre".
Insomma, servono risposte rapide e strutturali, ritenendo indispensabile un'azione concreta per contrastare l'impatto dell'inflazione sui bilanci familiari. "Secondo me - aggiunge Urbinati - occorre che il Governo metta in campo alcune iniziative strutturali, cioè bonus energia, quindi un fondo per la povertà energetica. Sicuramente il congelamento delle accise deve avere un peso molto più forte rispetto a quello che è stato fatto e anche rispetto al periodo. Mettere un freno alle speculazioni, quindi ci servono controlli precisi e determinati perché questo non avvenga. E soprattutto rimodulare l'Iva sui beni alimentari che comporterebbe un risparmio per le famiglie di circa 500 euro all'anno".
Nel video, l'analisi di Graziano Urbinati, Presidente Federconsumatori Rimini.