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Rimini, assolto Louis Dassilva dall’omicidio di Pierina Paganelli: la Procura farà appello

La sentenza della Corte d’Assise di Rimini dopo oltre 16 ore di camera di consiglio. Applausi e commozione tra i sostenitori dell’imputato, in silenzio i familiari della vittima.

10 giu 2026
Le lacrime in tribunale e l'uscita dal carcere avvenuta nella notteLe lacrime di Dassilva in tribunale e l'uscita dal carcere avvenuta nella notte
Le lacrime di Dassilva in tribunale e l'uscita dal carcere avvenuta nella notte

Louis Dassilva sorride, il volto è rilassato quando esce dal carcere di Rimini. Porta con sé due buste piene: dentro la sua vita negli ultimi due anni. Ad accoglierlo all'uscita la moglie Valeria Bartolucci: un lungo abbraccio, atteso a lungo da colei che lo ha difeso, perdonato e aspettato. Viene segnato il primo punto fermo di una vicenda durata quasi mille giorni e cominciata quel 3 ottobre 2023 con l'omicidio di Pierina Paganelli nel garage condominiale in via del Ciclamino.

Dopo 9 mesi di dibattimento, 100 testimoni e una mole incredibile di materiale, arriva l'attesa sentenza di primo grado: ci sono volute ben 16 di ore camera di consiglio, evidentemente gli 8 giudici, 2 togati e 6 popolari, non erano tutti d'accordo. La procura aveva chiesto l'ergastolo.

Poi nella notte, dopo le 2, la lettura del dispositivo: la Corte d'Assise assolve Louis Dassilva con formula piena “per non aver commesso il fatto”. Crolla dunque l'impianto accusatorio, basato sulla testimonianza dell'ex amante Manuela Bianchi e il movente contestato: tenere nascosta la relazione extraconiugale del 36enne poligamo. Del resto non c'era nessuna prova diretta: nessuna arma del delitto, il dna sulla scena del crimine non era il suo e nemmeno la Cam3 ha retto l'incidente probatorio.

Finisce l'incubo per l'unico imputato che si è sempre proclamato innocente. L'aula del tribunale, gremita di pubblico e suoi amici della comunità senegalese, scoppia in un boato di gioia. L'espressione di paura e tensione che ha caratterizzato Dassilva per tutta la giornata si scarica e scendono le lacrime. “E' la rinascita della giustizia”, esulta. Finisce immediatamente la custodia cautelare, che lo teneva in carcere dal luglio 2024. Poche ore dopo infatti esce dai Casetti tra i flash e le telecamere. In aula c'erano anche i figli della vittima - Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi -, la sorella e i nipoti: durante la lettura della sentenza sono rimasti immobili, impassibili.

Ora si apre un nuovo capitolo: si attende il deposito delle motivazioni – 90 giorni di tempo -, dopodiché la Procura farà appello. Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci intanto una certezza ce l'hanno: “Non torneremo mai più in via del Ciclamino”.




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