Rimini, bomba carta sul centro migranti: raffica di reazioni

"Anche di fronte alla rabbia che ci suscitano questi atti vigliacchi, continueremo con responsabilità la nostra missione". La cooperativa sociale Cento Fiori che gestisce il centro di accoglienza per i migranti di Spadarolo di Rimini ha una reazione decisa di fronte gesti che definisce vigliacchi. E parla al plurale perché quello della notte di Halloween è stato il più grave ma non il primo atto vandalico da loro subito. Per fortuna la bomba carta, o il grosso petardo, fatto esplodere nella notte tra il 31 e l'uno non ha ferito nessuno ed ha provocato danni soltanto al portone dell'ex scuola.    

Sul posto i carabinieri, che stanno indagando sulla sequenza di atti di intolleranza. Affinché gli autori del gesto vengano presi, la cooperativa sta mettendo in campo tutte le sue risorse, ma chiede in cambio il riserbo dovuto agli ospiti: 13 migranti del Ghana, del Mali e del Senegal, “già vittime di una violenza assurda e vigliacca nella loro casa, e che non meritano ulteriori tensioni che il clamore mediatico inevitabilmente porta”. Alla struttura, che da oltre 35 anni fa dell'accoglienza e dell'aiuto  la propria missione, arriva la solidarietà del Comune di Rimini, di Anpi, di Rifondazione Comunista e di Legacoop. Unanime la ferma condanna al gesto. "Non siamo più nel campo delle intimidazioni, - scrive Lagacoop - ma in quello di veri e propri attentati alla sicurezza degli operatori e degli ospiti”. L'associazione nazionale partigiani si appella ad uno sforzo comune: respingere, nel quotidiano, ogni tentativo di contrastare l'ospitalità nella visione del mondo.

Nel video l'intervista a Cristian Tamagnini, presidente Coop Cento Fiori

s.b

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