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Rimini: dopo anni di violenze, donna decide di denunciare. Arrestato compagno macedone

di Filippo Mariotti
1 lug 2019
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

È una storia di maltrattamenti, minacce, violenza quella descritta dalla Polizia di Stato di Rimini. La vittima è una donna 46enne di origini ucraina che ieri sera - sfinita dal comportamento aggressivo del compagno, di 41 anni, macedone – ha chiesto l'intervento di una volante presso la propria abitazione. Gli Agenti l'hanno trovata sul pianerottolo delle scale, visibilmente scossa e in lacrime.

All'interno dell'appartamento i poliziotti sono stati raggiunti dall'uomo che ha subito iniziato ad inveire contro la compagna e gli Agenti, minacciando ritorsioni appena le forze dell'ordine se ne fossero andati: “Appena vanno via, facciamo i conti” e “Se parli, poi sai cosa ti aspetta”. Inoltre accompagnava la violenza verbale, a pugni sferrati contro il mobilio. Una situazione quindi potenzialmente pericolosa, tanto che sono giunti altre due volanti per coadiuvare i colleghi che, nel mentre, erano stati anche spintonati.

Intanto la donna è stata allontanata e, fuori dalla vista del compagno, ha iniziato a raccontare tutte le disavventure subite negli ultimi tre anni. L'uomo è stato descritto come irascibile e molto possessivo, al punto che la signora aveva dovuto limitare anche le più semplici abitudini di vita. Minacce di morte e percosse erano diventate sempre più frequenti. Ieri erano stati utilizzati anche due coltelli per incutere timore. A causa di uno stato di forte turbamento, la donna non aveva mai avuto il coraggio di denunciare o uscire di casa, anche perché il compagno le aveva “sequestrato” la carta d'identità che teneva chiusa in un mobile. La paura di una ritorsione era troppo grande.

Dati gli elementi in possesso, la Polizia ha infine arrestato l'uomo per maltrattamenti in famiglia aggravati, minacce gravi aggravate, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale. Ora si trova in carcere.