Da oggi il Centro culturale islamico Al Tawhid di corso Giovanni XXIII, a Rimini, sospende tutte le attività e le funzioni religiose fino a data da destinarsi. La decisione è stata annunciata dalla stessa comunità che gestisce lo spazio, frequentato soprattutto da cittadini bengalesi e divenuto negli anni punto di riferimento per numerosi fedeli, in particolare durante la preghiera del venerdì e il Ramadan.
Nella lettera inviata alla città, i responsabili riconoscono che l’utilizzo del centro si è progressivamente allontanato dalle finalità originarie. "Via via lo spirito iniziale è mutato, sono arrivate tante altre persone, la gestione soprattutto in alcune giornate della settimana è diventata più difficoltosa", si legge nella nota. Una situazione che avrebbe creato "disagi e problemi di coesistenza" con i residenti e alimentato un dibattito politico "spesso infiammato e divisivo".
La comunità sottolinea che "il nostro unico desiderio è vivere e lavorare in pace a Rimini, la città dove vogliamo crescano e abbiano in futuro un lavoro i nostri figli". La sospensione arriva dopo un confronto con le istituzioni e con il sindaco Jamil Sadegholvaad e servirà a riorganizzare le attività, con l’obiettivo di migliorare il rapporto con il quartiere e con la città.
"Anche noi respingiamo il caos, le troppe persone accalcate, le polemiche, la diffidenza che spesso si sono create intorno a quello spazio", affermano i responsabili, convinti che la scelta possa consentire "una nuova partenza".
Resta aperta la prospettiva di individuare in futuro un luogo di preghiera per l’Islam, nel rispetto della Costituzione e delle norme italiane sulla libertà di culto. Positivo il commento del sindaco, che definisce la chiusura "una scelta saggia e responsabile" e "un nuovo e importante punto di partenza" per l’integrazione della comunità bengalese nel tessuto sociale riminese.