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Rimini, il Riesame conferma domiciliari per genitori della ragazza costretta a matrimonio in Bangladesh

La giovane, salvata ad aprile dai carabinieri, vive ora in una località protetta. I coniugi restano indagati per maltrattamenti e costrizione al matrimonio.

30 ott 2025
Foto: pg-bologna.giustizia.it
Foto: pg-bologna.giustizia.it

Restano agli arresti domiciliari i genitori della ragazza di origini bengalesi costretta a un matrimonio combinato in Bangladesh e messa in salvo lo scorso aprile dai carabinieri di Rimini. Il Tribunale del Riesame di Bologna ha confermato l’ordinanza emessa dal gip Raffaele Deflorio nei confronti dei due coniugi — la madre 42enne e il padre 55enne, chef di professione — entrambi residenti a Rimini e cittadini del Bangladesh.

I due sono indagati dal pm Davide Ercolani nell’ambito dell’operazione “Saman 2”, che aveva portato alla liberazione della figlia ventenne. Secondo le indagini, la giovane, residente in Italia dall’età di sette anni, sarebbe stata portata con l’inganno in Bangladesh, privata dei documenti e costretta a sposare un uomo adulto scelto dalla famiglia. Subiva violenze, minacce e veniva indotta ad assumere farmaci calmanti e ormonali per favorire una gravidanza.

Grazie a un’amica e al contatto con il consultorio del Dipartimento Salute Donna di Rimini e con una volontaria di un centro antiviolenza, la ragazza era riuscita a chiedere aiuto e a raccontare la sua storia tramite messaggi e fotografie.

Quando la famiglia è rientrata in Italia, i carabinieri l’hanno accolta direttamente all’aeroporto di Bologna e condotta in una località protetta. La giovane è ora seguita da una rete di sostegno psicologica e legale. I genitori restano ai domiciliari, accusati di maltrattamenti in famiglia e costrizione al matrimonio, reati aggravati perché commessi anche all’estero.





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