Una vicenda assurda è arrivata a sentenza nei giorni scorsi al Tribunale di Rimini. Un imprenditore siciliano di 48 anni è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per lesioni personali stradali gravissime, fuga del conducente e frode processuale, con l’aggravante della patente revocata da diversi anni.
I fatti risalgono al 6 ottobre 2021, quando l'uomo ha investito un’anziana sulle strisce pedonali e l'ha poi caricata in auto, nel tentativo di evitare conseguenze giudiziarie. La donna, oggi 76enne, stava attraversando viale della Repubblica portando a mano la bicicletta quando fu travolta da una Citroën C5 noleggiata sotto falso nome. Al volante c’era l’uomo, che guidava pur non avendo titolo a farlo. Invece di chiamare i soccorsi, l’uomo caricò la donna ferita in auto, con il parabrezza andato in frantumi dopo l’urto, e si allontanò dal luogo dell’incidente.
Nonostante lo choc e i dolori, l’anziana riuscì però a telefonare al figlio: "Mi hanno investita e rapita". Una chiamata durata pochi secondi ma decisiva: i carabinieri riuscirono a localizzarla e a rintracciarla, affidandola poi alle cure del 118.
Agli investigatori l’imprenditore raccontò di aver trovato la donna in strada in stato confusionale e di averla soccorsa. Una versione ritenuta fin da subito poco credibile e smontata dalle indagini, avviate dopo l’esposto presentato dai legali della vittima. Testimonianze e filmati di videosorveglianza hanno infatti ricostruito l’incidente e il successivo tentativo di depistaggio, con l’aiuto di un suo dipendente, ora a processo per favoreggiamento, che arrivò in un secondo momento sul luogo del sinistro con un furgone prelevando la bicicletta dell'anziana.
La vittima ha riportato ferite gravissime, con un’invalidità permanente dell’80 per cento, ed è stata risarcita con circa un milione di euro dall’assicurazione del veicolo.