Parte dall’incendio doloso di un’auto parcheggiata sotto casa l’indagine che ha portato all’arresto di un 53enne ucraino, senza fissa dimora in Italia, accusato di tentata estorsione aggravata, usura, incendio doloso e porto di oggetti atti ad offendere.
Il rogo risale alla notte del 5 novembre scorso a San Giovanni in Marignano: il veicolo, intestato alla moglie di un 56enne residente nel Riminese, è stato distrutto dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno accertato la natura dolosa dell’incendio. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri di Riccione, l’episodio sarebbe l’ultimo atto di una serie di pressioni e minacce rivolte per mesi a una famiglia di connazionali tra Rimini e la Valconca.
Alla base della vicenda ci sarebbe un prestito da 40mila euro concesso nel 2024. La famiglia sostiene di aver già restituito circa 46mila euro, ma l’uomo avrebbe continuato a pretendere ulteriori somme fino a 27mila euro, con un tasso ritenuto usurario. Alle richieste sarebbero seguiti messaggi e audio intimidatori: "Se non mi date i soldi brucio tutto".
La svolta a inizio febbraio, quando è stato organizzato un incontro in un distributore di carburante a Cattolica per la consegna del denaro. L’appuntamento era monitorato dai militari: il 53enne, arrivato sul posto, avrebbe controllato la borsa con i soldi all’interno dell’auto della vittima. Subito dopo è scattato il blitz. L’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Rimini, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sequestrati uno spray al peperoncino privo di etichetta e altro materiale ritenuto di interesse investigativo.