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Ristoratori preoccupati per il nuovo Dpcm: "Con altre chiusure totali alcune attività spariranno per sempre"

Il ministro Boccia non esclude nuove restrizioni visto l'andamento dei contagi. Il provvedimento è atteso entro il 15 ottobre

di Francesca Biliotti
9 ott 2020
Sentiamo Carlo Gerardi
Sentiamo Carlo Gerardi

C'è attesa per il testo del nuovo Dpcm che dovrà essere varato dal governo italiano entro il 15 ottobre. Alcuni settori sono più preoccupati di altri, vedi quello della ristorazione. “Non possiamo escludere nulla in questo momento, nemmeno le limitazioni di spostamento tra le Regioni”. Le parole del ministro Francesco Boccia sono una prima conseguenza dell'andamento dei contagi, in crescita ormai quasi esponenziale, tanto che il governo non esclude ulteriori restrizioni. Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute per l'emergenza coronavirus, a novembre si rischiano 16.000 casi al giorno.

Dunque le mascherine obbligatorie anche all'aperto potrebbero non bastare, alcune Regioni, come la Campania, chiudono bar e ritrovi la sera, e anche il settore della ristorazione, che ha già sofferto pesanti perdite, potrebbe finire nel mirino anche nel resto d'Italia: le preoccupazioni non mancano. Dunque l'importante sarebbe evitare un lockdown totale come quello della scorsa primavera. Intanto scattano i primi mini-lockdown, come a Latina dove la crescita dei contagi è del 155%, mentre il presidente dell'associazione anestesisti rianimatori italiani, Alessandro Vergallo, stima che senza misure di ulteriore contenimento in meno di un mese le terapie intensive al centro-sud, soprattutto in Lazio e in Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili.

Nel video l'intervista a Carlo Gerardi, ristoratore