Non solo degli alloggi, ma uno spazio di futuro.
San Patrignano si prepara ad accogliere 282 pazienti in più, in una struttura nuova, un edificio colorato di oltre 3mila metri quadri, con 48 camere e 55 bagni, e 3 sale comuni. Per aprire le porte a un numero sempre maggiore di ragazze e ragazzi che cercano un aiuto per uscire dalle dipendenze da droga e alcol.
Le parole di Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano: "Non sono solo spazi, è una porta sul futuro. Ogni stanza che apriamo è una porta sul futuro. Nuove opportunità di accoglienza per San Patrignano che da quasi 50 anni accoglie e fa prevenzione e reinserimento e dà prospettive di nuova vita e di rinascita a migliaia di ragazzi."
Sono 850 le persone accolte al momento a San Patrignano, una comunità che si appresta a compiere 50 anni di vita e che, dalla sua fondazione, ha curato 27mila giovani ed è attivamente impegnata anche sul fronte della prevenzione con un grande progetto di coinvolgimento delle scuole.
L'inaugurazione della nuova struttura, è stata anche l'occasione per presentare i dati dell'Osservatorio sulle dipendenze 2026, che mostrano un'alta percentuale di poliassuntori, con un'aumento dell'uso di crack a fronte di una diminuzione del ricorso all'eroina.
Ha osservato il responsabile terapeutico della comunità, il dott. Antonio Boschini: "Il fatto di assumere il crack fumandolo, può far pensare che non sia così pesante, così grave, quando in realtà vediamo ragazzi che diventano dipendenti da questa sostanza nel giro quasi da subito, o se no vediamo anche gente che usava la cocaina che diventa dipendente dal crack dopo 10-20 anni che consumava la cocaina. Quindi se dovessimo guardare l'emergenza dal nostro punto di vista questa è un'emergenza vera."
San Patrignano è una comunità diversa dalle altre, dove la dipendenza non è vista come una malattia, ma ogni persona che arriva a chiedere aiuto è unica, piena di potenzialità e deve imparare a rieducarsi e scoprire le proprie passioni e inclinazioni annullate dalle droghe.