Sei italiani su dieci preoccupati dai cambiamenti climatici. Lo mette in evidenza l'ultima relazione Istat, che riporta questo dato come stabile, mentre aumenta di 2 punti percentuali quello di chi teme i problemi legati all'inquinamento dell'aria, ossia il 51,9% della popolazione. Nel 2024 aumentano gli italiani preoccupati per il dissesto idrogeologico: sono il 28,5%, contro il 26,3% che erano nel 2023. Gli eventi estremi, che hanno colpito l'Italia, in primo luogo l'Emilia Romagna e altre regioni del Nord, sono alla base dell'aumento della preoccupazione.
In Emilia Romagna, infatti, sale dell'8,7% la popolazione preoccupata per questo tipo di rischi. I cittadini si dimostrano anche attenti alla conservazione delle risorse naturali: nel 2024 quanti fanno abitualmente attenzione a non sprecare energia sono il 71,4% (dato comunque in lieve calo dal 2023), mentre il 68,8% è attento a non sprecare acqua (contro il 69,8% dell'anno precedente). Nel Mezzogiorno si è più propensi ad acquistare prodotti a chilometro zero (29,9%); al Nord si evita soprattutto la guida rumorosa per mitigare l'inquinamento acustico (51,3%), e si usano più mezzi di trasporto alternativi (20,2%), che sono i preferiti dai giovani.
E' vero che la preoccupazione per l'effetto serra è in calo rispetto al 1998, quando coinvolgeva quasi il 60% delle persone. Ma dal 2019 cresce, fino al 69,2%, per effetto della diffusione del movimento di protesta studentesco ispirato ai “Fridays For Future”. L'inquinamento dell'aria è una preoccupazione costante per un cittadino su due da oltre vent'anni, e nel 2024 è aumentano di due punti percentuali, e comportamenti ecocompatibili stanno diventando una costante non solo per i più giovani.