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Senigallia, malato oncologico attende per 8 ore barella: costretto a stendersi sul pavimento del Ps

La cronologia degli eventi, ricostruita dall'ex consigliere comunale Paolo Battisti su richiesta della moglie del paziente, descrive un calvario di quasi undici ore. L'Azienda sanitaria territoriale dispone verifiche interne

15 gen 2026
Senigallia, malato oncologico attende per 8 ore barella: costretto a stendersi sul pavimento del Ps

Un’odissea sanitaria "che neanche in un ospedale di un Paese in guerra un assistito dovrebbe subire". Usa parole durissime Paolo Battisti, ex consigliere comunale di Senigallia dal 2010 al 2015 e capolista del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni amministrative, nel portare alla luce un grave episodio di malasanità avvenuto lunedì scorso all'ospedale di Senigallia. Al centro della denuncia la vicenda di Franco, un 60enne affetto da una recidiva tumorale, costretto a stendersi sul pavimento di un corridoio ospedaliero a causa della mancanza di barelle.

La cronologia degli eventi, ricostruita da Battisti su richiesta della moglie del paziente, descrive un calvario di quasi undici ore. L'uomo è giunto al Pronto Soccorso alle 8:20 in codice arancione, accusando dolori lancinanti che, a causa della patologia al colon, rendevano impossibile mantenere la posizione seduta. Nonostante le ripetute richieste della consorte e la somministrazione di morfina per placare la sofferenza, la risposta del personale è stata univoca: non c'erano lettighe disponibili. Alle 13.45, trascorse più di 5 ore, a Franco viene fatta una ecografia con relativa visita. Ma continua a non trovare un letto sui cui riposare. Dopo ore di attesa su una sedia metallica, la moglie, esausta, ha steso una coperta a terra permettendo al marito di sdraiarsi nel corridoio antistante l'astanteria, preferendo l'umiliazione del pavimento al dolore acuto.

Solo alle 16:00, circa otto ore dopo l'ingresso, una barella viene recuperata. Ma il dramma di questo uomo malato non finisce qui. Perché le dimissioni arrivano alle ore 19, quasi 11 ore dopo essere entrato in Ospedale. Battisti, in un comunicato ripreso anche dai media nazionali, tiene a precisare che la responsabilità non è imputabile a medici e infermieri, che "lavorano ogni giorno in condizioni estreme" e sotto organico, ma punta il dito contro la gestione politica regionale e la dirigenza sanitaria. "Io vi accuso! Politici e dirigenti, vergognatevi!", ha tuonato l'esponente politico, denunciando tagli agli investimenti, concorsi per il primario del Pronto Soccorso mai banditi e la mancanza di strumentazioni essenziali come la Tac dedicata all'emergenza. 

Sull'episodio è intervenuta la direzione strategica Aziendale della Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona che annuncia di aver "immediatamente disposto verifiche interne al Pronto Soccorso di Senigallia al fine di approfondire quanto realmente accaduto". "Sarà cura di questa Direzione - fa sapere l'Ast - analizzare tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione, cosa che appare di straordinaria gravità dal momento che analoga situazione non si è mai verificata presso l'Ospedale 'Principe di Piemonte" di Senigallia.





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