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Sorelline scomparse: Sarah e Alisya ritrovate a Formia, stanno bene. In carcere la madre, il suo compagno e il nonno

I provvedimenti riguardano la madre, il compagno di lei e il nonno per sequestro di persona. Le ragazze saranno ora trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio, nel circondario di Cassino.

22 giu 2026
Sorelline scomparse: Sarah e Alisya ritrovate a Formia, stanno bene. In carcere la madre, il suo compagno e il nonno

Le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena - Sarah e Alisya - sono state ritrovate nella serata di ieri in provincia di Latina in buone condizioni di salute, dai Carabinieri del comando provinciale dell'Aquila, di Latina e dei reparti speciali, coordinati dal Procuratore capo della Repubblica di Sulmona (L'Aquila), Luciano D'Angelo.

I militari e le forze speciali avrebbero fatto irruzione in un appartamento di proprietà dello zio materno nel quartiere Rio Fresco, a Formia, vicino all'abitazione della madre delle due ragazze. Secondo quanto racconta all'ANSA una testimone che abita vicino al luogo del ritrovamento, sarebbero state nascoste (o accolte) da una persona anziana, in un complesso di case popolari

Le ragazze saranno ora trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio, nel circondario di Cassino. A disporre le perquisizioni in tutto il Lazio Sud, all'inizio della settimana, era stato il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. Sarebbero anche in corso accertamenti per verificare eventuali responsabilità penali: intorno alle 5 del mattino, tre persone sono state sottoposte a fermo di polizia con l'accusa di sequestro di persona: i provvedimenti riguarderebbero la madre delle giovani, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito e il padre della Dacunto, Marco Dacunto. La donna è ora in carcere a Teramo, mentre i due uomini si trovano in quello di Sulmona. Indagata a piede libero, inoltre, l'anziana nel cui appartamento di Formia sono state ritrovate le due sorelle. Secondo quanto si apprende la donna sarebbe una lontana parente della madre delle ragazze.

"Vogliamo stare con la mamma" avrebbero detto - a quanto si apprende - Alisya e Sarah, ai Carabinieri quando le hanno ritrovate. Soprattutto la piccola sembra fosse restia a seguire i militari che le hanno portate via dalla casa. Solo l'arrivo di un'assistente sociale avrebbe convinto le due ragazzine a lasciare la casa della parente della mamma.

"Provo dentro di me il dolore del colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ha parlato con loro dopo le due carabiniere. Quando le abbiamo trovate le due sorelle non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora" ha affermato il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, nella conferenza stampa convocata nella mattinata di oggi.

La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline - sempre secondo il procuratore - è arrivata da "una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa". "Tra i tanti difetti della mamma - ha aggiunto - c'era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie".

"Ho visto le bambine e le ho accompagnate in una struttura. Vivono uno stato di forte stress emotivo, ma non mi sono permesso di chiedere loro nulla della vicenda: lo farà chi di dovere". Sono le parole del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale delle sorelline scomparse a Cividella Alfedena e ritrovate ieri sera a Formia, in provincia di Latina. "Seguiremo la vicenda per comprendere gli sviluppi delle indagini e gli accertamenti degli inquirenti. Cureremo gli interessi legali e materiali delle ragazze" aggiunge Stefanelli: "Sarà un percorso difficile, anche alla luce del fatto che adesso tutte le relazioni si complicheranno ancora di più. È una situazione molto difficile da gestire".

"Dovevo tenere le bambine. Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione". Sono le parole dell'anziana che vive nell'appartamento dove erano nascoste le due sorelline. "Qui le ha portate il nonno. Sono stata contattata appositamente per questo e ho seguito un ordine: la mamma e il nonno mi hanno detto di non farle uscire di casa", aggiunge la donna, loro zia acquisita: "Non mi sono fatta nessuna domanda. Loro portavano il cibo da mangiare: io non ho speso neanche 5 lire. Hanno riempito una camera di spesa, con roba da mangiare per due o tre mesi. L'ultima cosa che ho detto alle bambine è stata: 'mi dispiace'. Solo Sarah mi ha guardato, e le ho fatto capire che mi dispiaceva. Loro non volevano andare in nessuna struttura se non dalla madre. Guardavano i telegiornali dalla mattina alla sera, mentre io mi ero stancata di guardarli". Poi, sul papà delle bimbe: "Non mi piace, non mi attira, mi è antipatico".







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