Sotto le onde blu del Mediterraneo si nasconde un tesoro antico eppure fragilissimo: gli squali e le razze, veri e propri "dinosauri del mare", sono a rischio estinzione.
Alla vigilia della Giornata Mondiale degli Squali che verrà celebrata il prossimo lunedì 14 luglio, il WWF e i suoi partner lanciano tSharks, una piattaforma digitale innovativa pensata per conoscere meglio e quindi proteggere squali e razze nel Mediterraneo.
Nel Mare Nostrum oltre il 50% delle specie di squali e razze è minacciato. In particolare, 42 specie di pesci cartilaginei sono classificate dalla IUCN come minacciate, che includono 29 specie di squali, 12 specie di razze e 1 specie di chimera.
"Squali e razze - sottolinea il WWF - possiedono però molteplici ruoli di importanza cruciale nel Mediterraneo: gli squali superpredatori mantengono in equilibrio la piramide alimentare, le razze sostengono la complessità degli ecosistemi associati ai fondali marini, le mobule trasferiscono nutrienti ed energia dalle acque profonde ai livelli superficiali dell'oceano. Mentre nel mondo esistono più di 1000 specie di squali e razze, nel Mar Mediterraneo sono presenti circa 86 specie. Se si comportano i mari italiani si annoverano invece 66 specie di squali e razze."
Il progetto tSharks nasce per rispondere a questa esigenza, facilitando il monitoraggio e lo studio degli elasmobranchi (la famiglia che comprende squali e razze) attraverso campagne di etichettatura . Il portale consente ai ricercatori di registrare i dati raccolti sul campo e offre ai pescatori e agli utenti del mare uno strumento semplice e intuitivo per segnalare eventuali ricatture o avvistamenti.
Il bycatch o pesca accidentale è una delle principali minacce per la sopravvivenza degli squali: il 10-15 % degli animali marini catturati dagli ami dei palangari, scrive il WWF, è costituito da squali.
Le cause di morte degli squali sono principalmente la degradazione degli habitat, il bycatch e il finning, pesca di pinne di squalo, uno dei prodotti ittici più costosi.
L’Italia è uno dei maggiori mercati al mondo per il consumo di carne di squalo. "Molto spesso - scrivono ancora gli ambientalisti - si tratta di vere e proprie frodi alimentari, poiché nemmeno i consumatori sono consapevoli di mangiare carne di squalo. In particolare, sono tre le principali cause di frode alimentare: la commercializzazione scorretta di specie commerciabili per aumentarne il prezzo (ad esempio la verdesca venduta come pesce spada); specie protette, illegalmente vendute sul mercato o specie protette vendute involontariamente, a causa di una non corretta identificazione."