Svolta sul caso Monte dei Paschi di Siena-Mediobanca: per la Consob, in base a un documento del 15 settembre scorso riportato dal Sole 24 Ore, "non sussiste il patto occulto" fra Francesco Milleri, presidente di Delfin, Francesco Gaetano Caltagirone, fondatore del gruppo Caltagirone, e l'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, per prendere il controllo di Mediobanca e Generali aggirando l'obbligo di Opa.
"Questo ulteriore sviluppo - spiega Andrea Ropa, giornalista economico del Quotidiano Nazionale - complica la strada di un'indagine che era già partita, in qualche modo, in maniera faticosa, nel senso che non era facile dimostrare come questi tre personaggi avessero trovato un accordo più o meno occulto per addivenire a un'operazione che ha, di fatto, rivoluzionato il volto del sistema bancario italiano. Mps si è comprata Mediobanca, cioè un istituto che era più grande di se stessa. Quindi un'operazione assolutamente ardita dal punto di vista dell'ingegneria finanziaria che è riuscita grazie all'abilità di Lovaglio".
La Consob, prosegue Ropa, "pare stia in qualche modo cancellando l'ombra che le indagini della Procura di Milano hanno gettato su questa operazione. Ora si dovrà aspettare la primavera - quando lo stesso Lovaglio dovrà presentare alla Banca Centrale Europea il piano di integrazione fra Mps e Mediobanca e quando ci sarà il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Mps - per vedere se il piano verrà portato avanti o meno dallo stesso Lovaglio. E' l'uomo che ha concepito questa operazione finanziaria di altissima ingegneria". Un fatto che, conclude il giornalista, "sta cambiando nettamente i connotati della finanza italiana".
Nel video l'analisi di Andrea Ropa (Quotidiano Nazionale)