DOPO L'ULTIMO DPCM

Tante categorie in crisi, proteste in Italia: a Montecitorio in piazza anche il settore di convegni e congressi

"570.000 persone senza lavoro e senza futuro". Contestano anche i taxi, nelle grandi città violenze e devastazioni

Sono tante le categorie di lavoratori e interi settori che protestano in queste ore da quando è entrato in vigore l'ultimo Dpcm che chiude tutto, o quasi, alle ore 18. Nelle ultime sere episodi di violenza e devastazioni non sono mancati, soprattutto nelle grandi città, come Napoli, Roma e Milano; a Torino una trentina i denunciati per danneggiamento e violenza e pubblico ufficiale, 13 erano minorenni. Una decina anche i feriti negli scontri. Sempre a Torino saccheggiato il negozio di Gucci, fermati due cittadini stranieri, tra cui un minore. Anche i taxi hanno iniziato a protestare, perché da mesi hanno visto diminuire drasticamente il lavoro, prima a causa del calo turistico, poi dal calo della circolazione stessa delle persone, anche residenti. Nel decreto ristoro in programma, il governo infatti pare voglia ricomprendere anche taxi e ncc, noleggio con conducenti.
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Sul web non si contano le petizioni per riaprire teatri e cinema. E di turismo vive anche un altro settore alle corde, a sua volta da mesi: quello legato ai convegni e ai congressi, che grazie ai loro eventi riempiono alberghi e città. Questa mattina la protesta davanti a Montecitorio, composta e silente, civile, a dimostrazione che le contestazioni avvengono anche senza violenze, queste a volte dovute anche a infiltrazioni malavitose e a gruppi estremisti. In piazza sistemate anche alcune sedie che nelle intenzioni dovevano ospitare membri di governo, rimaste vuote. 570.000 persone senza lavoro e senza futuro, per un settore che si definisce dimenticato. Sono tante le facce della protesta: c'è anche quella del proprietario de “La Macelleria”, ristorante di Pesaro, che ha sfidato la legge invitando 90 persone a cena. E' dovuta intervenire la polizia a sgomberare il locale.

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