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Torino: AltaForte esclusa dal Salone del Libro. Ci sarà Halina Birenbaum, sopravvissuta ad Auschwitz

9 mag 2019
Foto ansa
Foto ansa

Dopo le polemiche la Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con la casa editrice AltaForte, vicina a Casapound. Una decisione presa, specifica una nota, per "tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone". "È un atto politico, noi come organizzatori non possiamo che adeguarci" aveva commentato ieri Silvio Viale, il presidente dell'associazione "Torino. La città del Libro".

Francesco Polacchi, editore di Altaforte però non ci sta. "Alle 10 sarò al Salone del Libro di Torino per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico". "Se avete a cuore la libertà d'espressione - aggiunge - vi aspetto. I libri non devono conoscere censura". Martedì scorso Regione Piemonte e Comune di Torino avevano presentato un esposto contro Polacchi e la procura ha aperto una inchiesta per apologia di fascismo.

Al salone ci sarà anche Halina Birenbaum, 90 anni, sopravvissuta ad Auschwitz. "Le lasceremo la parola", annunciano la sindaca Chiara Appendino e il governatore Sergio Chiamparino, al termine di una lunga giornata di trattative. È stata proprio la poetessa polacca, 90 anni, oggi residente in Israele, a spingere le istituzioni all'esclusione. "Era inimmaginabile avere una testimone della storia come lei fuori dal Salone e Alforte dentro...", dice la prima cittadina di fronte alla possibilità che la scrittrice tenesse la sua lezione agli studenti davanti ai cancelli del Salone. "Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio - spiega Chiamparino - per trovare una mediazione, ma non è stato possibile, e io aggiungo comprensibilmente, per cui abbiamo preso l'unica decisione in linea con la trazione e i valori di Torino e del Piemonte".