CENTENARIO

“Tra vita e lavoro”, Paolo Alberti racconta il suo Alberto Sordi

“Tra vita e lavoro”, Paolo Alberti racconta il suo Alberto Sordi.

Lo ha conosciuto negli anni della maturità, quando “aveva voglia di raccontarsi, in cui non disdegnava commentare i fatti del mondo”. Paolo Alberti, manager di spettacolo e advisor commerciale – comunicazione di San Marino Rtv, ricorda Alberto Sordi, sulle pagine del Resto del Carlino, nel centenario dalla nascita dell'attore più amato di sempre. Il primo incontro nel 1989, un po' per caso: “Avevo invitato Vittorio Gassman a una premiazione, ma mi diede buca all'ultimo momento”. Sordi invece accettò e da lì nacque la collaborazione che ben presto diventò amicizia. “Tra noi – racconta Alberti – c'era una totale complicità”.

Ma per meglio raccontare l'Albertone di tutti i giorni occorrono gli aneddoti, come quando, su un aereo decollato da poco da Fiumicino, un fulmine ha provocato il buio totale e un grande frastuono. “Tre secondi dopo, riaccese le luci, lui ha esclamato 'Tranquilli, era uno scoglio', sciogliendo così la tensione dei passeggeri che sono scoppiati in una risata. Ma Sordi era lo stesso nella vita come nel lavoro: “Irrituale, irridente, canzonatorio, pronto alla battuta". E ancora geniale, ironico nella rapidità di pensiero ("Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione”, diceva Moschin in Amici miei, atto II).

E poi il grande rispetto per il pubblico, chiaramente ricambiato. Ai funerali, organizzati personalmente da Alberti, c'era la sensazione “che ciascuno assistesse a un lutto privato”. “Lui era figlio, fratello, padre e nonno, era tutto questo, cioè era parte della famiglia di ciascuno di noi”. E lo si capiva dai bagni di folla assolutamente intergenerazionali. All'una di notte del 24 luglio 2002, ricorda il manager bolognese, davanti alla scalinata dell'hotel Baglioni, c'era una marea di giovani che gridava 'Alberto, Alberto'. Fu la sua ultima apparizione pubblica, quando il sindaco Guazzaloca gli conferì il Nettuno d'Oro. In piazza Maggiore 15mila persone.

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